Mi sento sola.
Sono qui, davanti al pc dell'azienda che girovago tra i forums alla ricerca di idee che mi stimolino a graficare. Vorrei cambiare il look a Diario di Corte partendo dal logo ma non trovo immagini che mi soddisfino completamente...
Mah...sarà quest'apatìa che ho dentro, questa voglia irrefrenabile di cambiamento...questa pioggia che scivola giù e infradicia le strade.
La sento battere contro le vetrate, sui cofani delle auto, sugli ombrelli dei passanti.
Ha un suono sordo, quasi un tonfo.
E la malinconia mi assale, grigia come uno spauracchio appena uscito dalla tomba.
Riepilogando: sono mesi ormai che faccio la pendolare all'interno del mio cerchio.
Lavoro, casa. Casa. Lavoro.
Da quando io e Angelo abbiamo tagliato i ponti, anche il resto della comitiva e andato a farsi benedire.
Un pò è colpa mia.
Quando mi squillavano al cellulare, io chiudevo la comunicazione.
Uno squillo di risposta = affermativo.
Uno stop = niente pizzeria, zero voglia di svago.
Perchè...? Mmm...non c'è una risposta.
Non mi andava di stare con loro, di sorbirmi gl'interrogatori, gli sguardi curiosi....e poi avevo paura del brutto periodo che avrei trascorso stando lontana dal mio amico.
Bhè...amico...diciamocelo pure...c'era stata una storia tra di noi...ma tante litigate in quattro anni, tante incomprensioni, tanti lascia e prendi, mi hanno portata alla decisione definitiva. Dovevo troncare prima di trovarci entrambi vecchi e stanchi, con tanto sangue cattivo in circolo nelle vene.
Questo è ciò che avrebbe monopolizzato le mie argomentazioni con gli amici.
- Come hai avuto il coraggio?
- Perchè?
- Cosa ti ha detto?
- Cosa gli hai detto?
- Si è incazzato?
- Bla bla bla....
- Bla, bla, bla, bla, bla.....
Il disco rotto si ripete, inciampando sui graffi e t'accorgi che la bruma ha cominciato a salire sulla tavolata, che le facce degli amici si stanno deformando, che le orecchie stanno diventando solo un suppellettile.
Angelo (oddio, l'ho chiamato per nome! Non mi meraviglierei se domani ricevessi una notifica visto che è del mestiere...) è sempre stato un tipo vendicativo, nel senso che tiene tutto dentro, macina, s'avvelena e poi sbotta con chi non deve sbottare. E molte volte sono stata la protagonista delle sue scenate, anche se non c'entravo.
Avrei voluto che riuscisse a tira fuori l'anima bella che è in lui ma ripete sempre che nessuno deve conoscere i suoi recessi, che scoprirsi equivale a denudarsi difronte agli altri e denudarsi significa perdere. Farsi manomettere, farsi giudicare e lui detesta essere manomesso e giudicato.
Una scusa comoda per continuare a scappare dalle proprie responsabilità.
Neanche a me va di essere trattata come un sacco dell'immondizia, dove ti riversano tutto, malumori annessi.
Molte volte ho provato a far finta di niente e ingoiato roba fetida. Ma fa male vedere che chi reputi amico non perde occasione di puntarti il dito in faccia e dirti che sei sbagliata, che tutta la tua vita è una carovana di pagliacci, che a nessuno interessa lo spettacolo...
Ok...non sono amici, quelli.
Valli a trovare i veri amici!
E'più facile beccare l'ago in un pagliaio.
Ed io mi ero stancata.
Il terrore di dover precipitare nella depressione e avere di nuovo quegli attacchi di panico...mi ha costretta a imboccare una via d'uscita.
Per tanti mesi ho smesso di pensare. Ho lasciato che l'esistenza corresse così, blandamente, senza una rotta precisa, senza sentire nulla a pelle, svuotandomi piano piano di ogni sensazione.
E'stato come rompere con il mio cuore, con il mio karma.
Bhò...probabilmente sto scrivendo un mucchio di cavolate...domani cancellerò la pagina o la terrò...ma non è facile per una come me, abituata all'autocritica, comprendere cosa mi sia successo.
Ero io eppure non ero io.
La Marilena di ieri era la Marilena che si faceva in quattro per aiutare un'amico in difficoltà.
La Marilena di ieri era la Marilena che piangeva di notte quando gli altri la ferivano e ridevano sulle sue cicatrici.
La Marilena di ieri era la Marilena che aveva sopportato un'infinità di calci al sedere stringendo forte le labbra per non gridare e fare a pugni.
Forse la mia ultima identità potrà rivelarmela soltanto uno specchio. Un tu per tu al mattino, quando sono impegnata col maquillage e mi ritrovo a imprecare contro una viso di vetro che ha i miei stessi llineamenti, le mie stesse occhiaie, le mie stesse rughe. (aspettate che guardo dal mio portacipria...ehm...no...non credo di aver messo ancora su le zampe di gallina...tutto sommato non sono male...)
Grazie a Dio porto bene la mia età ma ci sono giorni in cui mi osservo e mi scopro appannata.
Vorrei vivere di più, fare delle pazzie, uscire da questo cervello che non sa più immaginare voli di colomba e cose belle.
Vorrei mandare al diavolo tutto ciò che mi ruota intorno, capo e lavoro compresi, per infilarmi dentro un treno e visitare le città che amo.
Roma, Grecia, Firenze, Napoli.
Da quanto non faccio un viaggio?
L'ultimo risale a 6 anni fa, il terzo della mia vita.
Con una famiglia problematica come la mia, ci vorrebbe minimo una crociera ogni due mesi.
Uff...che stress.
Tra un pò arriva Natale ed io sarò qui, dietro il mio bancone, a guardare il mondo fuori. E soffrirò quando due amiche si attarderanno alla vetrina e faranno la colletta per comprare un regalo.
Mi manca anche questo.
Lo shooping.
Le compere sfrenate che hanno il potere di salvare una donna nell'attimo in cui si sente precipitare nella voragine.
Tutto quello che spendo, lo spendo non muovendomi dal mio mattone, direttamente in negozio...e i prezzi qui non sono mica bau bau micio micio.
Direte voi: prenditi le tue vacanze con la forza, visto che ti spettano per contratto.
Già fatto...e la risposta è stata questa: - Siamo in crisi...fatichiamo persino a darti quello che ti diamo...
Ormai vengo a lavorare anche se sto male.
Dovrei rassegnarmi e convincermi che l'unico maniera per dare una svolta alla mia quotidianità è quella di preparare armi e bagagli e fuggire lontano.
Destinazione Paradiso?
No.
Destinazione relax.
Invece, digito da Laterza...il sempiterno paesino appollaiato sulle colline...che quest'anno non verrà addobbato a festa perchè in Comune non ci sono soldi.
Il mio Capo è andato via da una mezz'oretta...stasera va aTaranto, per una rimpatriata con gli amici.
Beato lui...almeno si diverte.
Questa è l'anzianità che vorrei per me.
Viaggi frequenti, abbuffate e un bicchiere di vino.
Ecco...forse ho capito.
Mi sono saturata. Ho sofferto troppo, ho dato troppo....
Mi viene da ridere se penso a quella sera d'estate di due anni fa, quando mi chiesero di donare mezza sacca di sangue a favore di una signora che ne aveva bisogno. E dalla tensione non mangiai nè bevvi caffè. Lasciai che l'ago mi bucasse sotto l'occhio vigile dei dottori che avevano già visto nel mio pallore una problematica preesistente.
Così, collassai.
La sideremia scese a livelli minimi e mi risvegliai nell'ufficio della Madonna, con papà accanto che mi tergeva il sudore.
Non avrei dovuto farlo.
Eppure lo feci.
Per aiutare chi? Una sconosciuta.
Il giorno dopo sono andata in apnea. Non sapevo articolarmi nel parlare e mi comportavo come un'ubriaca. Più tardi, dall'ospedale di Bari, m'inviarono un plico in cui mi si chiedeva severamente di mangiare carne di cavallo e importare ferro al mio organismo perchè avevo l'anemia.
Questa è una delle pazzie commesse dalla vecchia Marilena.
Quella nuova non è malaccio.
Forse la vecchia ha deciso di farsi meno paranoie e d'interessarsi un pò a se stessa.
Forse il mio cervello ha voluto soltanto premunirsi.
Forse è la paura che ho di cadere di nuovo nella trappola dell'ansia e del panico.
Infatti, da quando ho cominciato a risentire Angelo al telefono...ho sempre meno periodi di vuoto mentale e le emicranie sono diventate galoppanti.
Ma nooo...che c'entra Angelo, adesso?
Lui è uguale. Non cambia neppure se ci si mette Dio a fargli i timpani nuovi.
Il problema appartiene a me.
Gira e rigira è la solita minestra.
Non ho scosse. Non ho brividi. A parte quelle scosse e quei brividi che sanno darmi i miei principi avvelenati e le mie principesse vergini.
E'strano come la fantasia riesca a innescarsi in certi momenti.
Meno male che c'è lei.
Altrimenti...caput.
Scrivere serve a ripulirsi l'animo.
Fino a che punto? Sono dell'idea che se non affronti di petto le difficoltà, hai spazzato a vuoto.

Gran brutta bestia, la solitudine.
Le dai una mano, si prende il braccio e ti mette in bocca frasi che mai e poi mai vorresti pronunciare.
Che schifo...mi sento uno schifo. Un'idiota, un'adolescente.
Non riesco a piangere. E'tutto bloccato nello stomaco.
Bloccato da un masso.
C'è un'emorragia di lacrime in me che sta spingendo per venir fuori.
E rugge, e si dimena, e sfonda qua e là.
A tratti mi manca il respiro.
Mi sale l'ansia.
Non voglio stare qui, in questo negozio! Non le voglio queste pareti tappezzate di libri. Non voglio questi dannati peluches e questi oggetti che costano un'occhio della testa!!! Voglio respirare aria pulita!!!!
Voglio uscire all'esterno e correre lungo via Roma come una pazza.
E gridare.
Gridare...gridare....
Apritemi la porta e invitatemi a prendere un caffè...
Mi bastano cinque minuti...non importa se dopo sarò piena di energizzante.
Invitatemi e non me lo farò ripetere due volte.
Cribbio...sto proprio male.
Parlo da sola.
Mi aggrappo a niente, persino alla porta che ho davanti a me.
Passa una signora anziana con l'ombrello. Lo tiene in avanti per evitare che il vento glielo sdradichi.
Passa un signore con la spesa appena fatta dal salumiere accanto. Va di fretta. Magari ha la moglie che deve preparare il pranzo.
Passano le auto. Zuuuuum!
L'acqua si sfrangia sul parabrezza.
Scende la pioggia. Plin plin plin....ora somiglia a un ritornello.
Facciamo musica, bella? Argh...non ho il cd nello stereo.
La radio? E'scollegata da un secolo.
Un pò di polvere sui mobili?
Fatta ieri.
Non è giornata...decisamente.
Tutta questa pagina è uno sfogo che non avrei voluto lasciare a Corte.
Ma se non scrivo...mi spengo. E non voglio spegnermi...
Passerà.
Come passa ogni cosa mortale e viva. Come passa la depressione.
Ci vorrebbe Pollon, con la sua polverina magica: "Sembra talco ma non è...serve a darti l'Allegria!
Se lo lanci e lo respiri...ti da subito...l'Allegria!!!"
Cof cof...detta così...somiglia alla pubblicità di una sostanza stupefacente...ma per staccare la spina, va bene anche una combinaguai da cartone animato.
Tutto va bene....tutto si aggiusta.
Basta auto-convincersene.
( Marilena F. )
Edited by Lady Alexandra - 25/10/2009, 10:30