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Diario di Corte

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Vita, Poesia, Morte, E'giusto che il nostro ciclo si debba concludere?
CAT_IMG Posted on 22/10/2009, 18:05Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/12/2009, 23:20


E con la benedizione di Alex apro una discussione qui, su Chiacchiere in libertà. E siccome ho moooooolta fantasia ( -.- ) le ho messo il titolo di “vita e poesia”. Madò, che donnaH geniasca che sono, oh.
Vi consiglio di leggere sia la poesia – direi che tutti possiamo trovarci qualcosa di nostro – sia la “riflessione”, e questa per farsi due risate. E riflettere, ovviamente, sennò mica si chiamerebbe così ù.ù
E...*rullo di tamburi*... vi invito a postare qui tutte le poesie, citazioni e/o passi che più v’hanno emozionato. Secondo me ne esce una cosa davvero caruccia. Poi non so, magari a voi fa schifo. Ma spero di no, cioè, non mi sembra mica qualcosa di troppo scandaloso xD
Che la pace sia con voi,
Doddi – da internare.

Passato. Emily dickinson.
E' una curiosa creatura il passato,
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.

Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!


Riflessione sulla vita, woody allen.

La cosa più ingiusta della vita è il modo in cui finisce.
Voglio dire, la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo... Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa? Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva subito il pensiero. Poi in uno ospizio dal quale si viene buttati fuori perchè troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare a quarant'anni fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisce il tutto con un bell'orgasmo!



Edited by Lady Alexandra - 23/10/2009, 19:32
 
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CAT_IMG Posted on 23/10/2009, 18:06Quote

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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 08:33, 4 minuti fa


Qui tutte le poesie, frasi, anettodi etc etc che ci hanno emozionato?
Beh, io ne ho a valanghe... ma comincio a postarne un po', iniziando con due poesie di Montale che mi fan venire le lacrime agli occhi ogni volta che le leggo.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.



Questa poesia fa parte della raccolta Xenia, una parte di Satura.
Xenia è una raccolta di 48 poesie che Montale ha scritto a sua moglie Drusilla Tanzi dopo la sua morte.
Drusilla aveva una forte miopia, e perciò la chiamava "La mia mosca"



Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.



L'ultima strofa rispecchia la mia idea di vita: la vita è come una strada, tortuosa, e ogni istante è una porta che si apre, che subito dopo si richiude alle spalle a chiave e di questa se ne è persa ogni traccia.
L'unica cosa è andare avanti.
Accanto a questa strada c'è un muro che non si può superare... e l'unico modo per vedere ciò che c'è al di là dal muro è arrivare in fondo alla strada, arrivare alla fine della vita, come giusto che sia.


Una volta leggevo molto i manga, e m'ha colpito molto una serie, la Saga delle Sirene, creata da Rumiko Takahashi, l'autrice di Ranma 1/2, tanto per intenderci.
Il cardine di questa storia era proprio l'immortalità: se si mangiava della carne di una sirena c'erano tre possibilità; la prima, e più frequente, era la morte imminente, la seconda era diventare un mostro immortale e l'ultima, la più rara, diventare un essere immortale.
Fin qua nulla di speciale.
Ma dietro ad ogni manga c'era un riassunto e una piccola riflessione, che m'ha sempre fatto riflettere molto:

"Gli umani rincorrono da sempre il miraggio dell'eterna giovinezza e dell'immortalità.
Ma gli umani possono ottenerle entrambe, mangiando carne di sirena. Il prezzo però è molto alto, poiché tale carne è anche un potente veleno.
I più, muoiono dopo pochi bocconi. Altri, sicuramente meno fortunati, diventano immortali, ma assumono sembianze mostruose e perdono ogni controllo.
Rari sono invece coloro che ottengono il Dono senza alcun problema.
Ma la loro felicità dura solo un breve attimo, prima della presa di coscienza.
L'uomo è nato per morire, e sovvertire questa legge porta solo tristezza e solitudine. Chi vorrebbe vivere in eterno, vittima di questa maledizione?"


Se vogliamo parlare d'amore, beh... ho già espresso la mia opinione nel piccolo racconto della mia esperienza guardando The Notebook.
Quelle poche frasi han fatto crollare la mia barriera emotiva.

E, accanto al profano, vorrei metterci del "sacro". Tralasciando tutta la storia del romanzo, in Angeli e Demoni c'è un bel discorso fra una guardia svizzera e il camerlengo.
Lo riassumo velocemente.
La guardia svizzera dice al camerlengo che non riesce a coinciliare onnipotenza e benevolenza di Dio. Se Dio è davvero onnipotente, perché permette le malattie, le guerre etc etc?
Il camerlengo gli risponde con una domanda, e da lì inizia lo scambio di battute:
"Lei ha figli?"
"No"
"Se ne avesse, lascerebbe che suo figlio giochi col lo skateboard?"
"Sì, ma gli direi di stare attento e di mettersi le protezioni"
"E se lui non l'ascolta, cade e si fa male?"
"Beh, avrà imparato la lezione"
"Ecco, ha trovato la sua risposta"

Dio ci ha dato la vita, il libero arbitrio... sta a noi decidere cosa farne e, se la Terra è conciata così, non è certo colpa Sua, ma dell'uomo.
E' fin troppo facile scaricare la colpa su qualcuno invece che assumersi le proprie responsabilità.



Edited by Lady Alexandra - 23/10/2009, 19:29
 
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CAT_IMG Posted on 24/10/2009, 08:20Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/12/2009, 00:22


La vita. Fino a due anni fa ho passato il tempo a cronometrarla e a cronometrarmi.
La vedevo passare di fretta, come una folgore, lasciando il terreno bruciacchiato e fumante davanti a me. Ho sempre avuto la sensazione che qualcosa mi sfuggisse per colpa della mia pigrizia. Devo pensare cento volte prima di prendere una decisione perchè il timore d'intraprendere strade nuove mi rendeva nervosa e riluttante. Cosicchè, al centesimo gong, scoprivo che un altro aveva preso già il mio posto sul vagone e che il treno era bell'è partito.
La morte= paranoia.
La temevo come si teme uno spettro sin da bambina quando mia madre passava il suo tempo a letto, fra antidepressivi e lunghe dormite. A volte restavo vicino al suo capezzale chiedendomi cosa potesse sognare una mamma che faticava a ricordare l'infanzia dei suoi figli. O se, invece di sognare, precipitasse in un buco nero, di quelli che somigliano ai pozzi. La vedevo, distesa supina e mi attardavo sul suo petto, contando i battiti cardiaci e il flusso del respiro che alzava e riabbassava la sua cassa toracica.
Mi sono portata dietro questa cosa anche da grande. E non è un bel bagaglio.
Ho sempre avuto paura della Signora Nera. Per me non era affatto gentile e neppure una gran dama...solo un Diavolo con le corna che veniva a prenderti alla sprovvista, senza darti il tempo di fiatare.
Così...mi terrorizzava...aleggiando intorno a me giorno e notte.
"Riuscirò a finire questo...o quello?" La mia preoccupazione era quella di poter andarmene nell'anonimato mentre avrei voluto fortemente lasciare una traccia di me...con un romanzo, ad esempio....come mio nonno ci aveva lasciato i suoi splendidi diari infiochettati e le sue poesie.
Poi, l'anno scorso c'è stata la svolta. Mi hanno chiesto di scrivere un racconto basato su una storia vera. La protagonista era Alessaandra Mitri, 27 anni, bella, dolce, coin tante speranze, che la Morte si era portata via attraverso la fibrosi cistica.
Bhè...ho letto le sue lettere, l'ho sentita vicina a me...ho ripercorso il suo tragitto ospedaliero tramite web...ho scritto usando la penna come se fosse la sua voce e quand'è arrivato il momento di farla partire...ho indugiato...perchè non volevo.
"La vita è fatta di questo" - mi ripetevo. "C'è un unizio e c'è una fine...non aver paura di mettere un punto. E'la vita di Alessandra...e se le neghi questo non avrai più scritto la sua storia....ma avrai scritto una delle tante versioni della sua storia...la più sfalsata...la più egoistica."
E'stato allora che è avvenuto il miracolo.
Alessandra mi aveva inconsciamente insegnato che la morte nera dei fumetti non era un capolinea...ma un torneo medievale, in cui le lance urtano contro gli scudi e i fazzoletti delle dame vengono lasciati cadere a terra per attirare l'attenzione del cavaliere. Tutto fa parte del cliclo vitale.
E se penso alle ultime poesie che scrivo....bhè...mi rendo conto che ora la "Mia fosca Signora" non è più un demonio da osteggiare... e che le donne dei miei romanzi morirebbero volentieri in nome dell'amore.
A 34 anni la mia visione è cambiata.
C'è più luce, qualche sprazzo di colore qua e là.
C'è maggiore accettazione degli eventi.
Sarebbe divertente invertire il processo come suggerisce Woody Allen, ma qualcuno che sta in alto ha deciso diversamente...
Rassegnamoci e godiamoci il nostro orologio terreno prima che ci sia bisogno di una dentiera e l'artrite cominci a far incriccare le lancette....
Dopotutto vita e morte hanno solo facce diverse ma appartenenti alla stessa medaglia. E c'è chi vive la vita come un'inferno e la morte come una liberazione di ogni male...

Ps: Non ho dimenticato di annotare i versi...lo farò, prometto. Oggi volevo scriverMI. MI perdonate se sono uscita fuori tema?



Edited by Lady Alexandra - 24/10/2009, 10:14
 
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CAT_IMG Posted on 24/10/2009, 12:44Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/12/2009, 23:20


Alex, non devi nemmeno chiedere perdono, figurarsi! Attendo con ansia e curiosità i versi.

Montale l'ho sempre amato! E quella citazione presa da Angeli e Demoni...be', devo dire che pure io l'ho sempre pensata così xD Davvero interessante!
 
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3 replies since 22/10/2009, 18:05
 
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