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Diario di Corte

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Breaking Dawn - The Movie, L'altra faccia della medaglia
CAT_IMG Posted on 12/10/2009, 16:43Quote

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Dopo il via libera della Capa, inizio a pubblicare l'altro lato della medaglia, sperando non vi annoi ma che vi entusiasmi (almeno, credo) quanto l'originale e il missing moment!

Breaking Dawn... the movie
-
L'altro lato della medaglia

Capitolo 1
Notte sulla spiaggia

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Robert's POV



Completamente bagnato dall’acqua salmastra e immerso fino alla vita, giocherello con l’acqua che si infrange contro di me.
Il regista mi ha ripetuto fino alla nausea quello che devo fare... come se ci fosse qualcosa di difficile. Non devo far altro che ripetere una piiiiiiiiiiiiccola parte di quello che di solito faccio con Kris.
Nulla di impossibile.
...
Improvvisamente realizzo un paio di cose:

1) C’è parecchia gente intorno a me
2) Kris sa fin troppo bene cosa deve fare per farmi perdere il controllo… e ciò non va affatto bene
3) Kristen è mezza nuda.

...
.........
............
Ora le cose mi sembrano decisamente più difficili.
Devo solo mantenere controllo e calma.
Semplice da dire...
Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Letteralmente, in questo caso.
Sento delle voci concitate provenire dalla spiaggia. Alzo la testa e noto che Kris è arrivata in spiaggia, ‘vestita’ solo con un asciugamano.
Un bel respiro, Robert...
Vedo il regista confabulare con lei, ma Kris non scolla gli occhi da me.
Ha lo stesso sguardo di quando mi ha ‘assalito’ davanti alla sua roulotte parecchi anni fa.
Mi ha guardato come se fossi stato il suo cibo preferito.
Già il bacio impetuoso che mi aveva dato mi aveva spiazzato, figurarsi poi come mi sono sentito quando m’ha trascinato dentro alla roulotte.
Per fare un paragone, mi sono sentito come un bambino il giorno di Natale che trova sotto l’albero il regalo che ama di più.
Con una forza che non avevo mai immaginato che avesse, mi ha fatto cascare sul suo letto e quella sera ci fu anche la prima vittima della nostra storia: la mia camicia.
A conti fatti di quante me ne ha distrutte, forse è il caso che ricominci a prendere sul serio la considerazione di ritornare alle T-shirt.
Comunque non credo che possa servire a molto. Quando Kris vuole una cosa, riesce in tutti i modi ad averla.
E il sottoscritto rientra nella categoria.
Fin troppo bene, credo di essere in cima alla lista delle sue priorità.
Quindi anche le t-shirt non sarebbero un problema, per lei.
Forse è meglio rimanere sulle camicie, almeno lì i bottoni si possono riattaccare.
Con la mente, continuo a vagare al ricordo di quella sera.
Nonostante il freddo (sia fuori sia dentro alla roulotte) e che lei non ha mai sopportato, Kris aveva la pelle bollente a contatto con la mia e ho avuto il tempo di accarezzarne ogni centimetro.
Volevo che fosse così, se mai avessi fatto l’amore con Kris, con calma, senza fretta, avere il tempo di conoscere il corpo dell’altro... non consumare il rapporto in un lampo.
Non volevo del sesso e basta.
E la settimana di silenzio che ne seguì non fece altro che riempirmi la testa di questa convinzione: che per Kristen fosse stata solo una notte di trasgressione e nulla più.
Mi sono sentito un bel po’ triste.
Alla fine di quella settimana ho visto Micheal sul set.
Era parecchio tempo che non lo vedevo, in Italia non c’era.
Capì che anche per Kris non era stata una scappatella e voleva dire la verità a Micheal.
E la cosa mi rincuorò in maniera incredibile.
Da quel giorno, stiamo vivendo una relazione nascosta a tutti, se non alle nostre famiglie e a Tom, il mio migliore amico.
«Siamo pronti laggiù?» La voce del regista mi distoglie dai miei pensieri.
«Sì!» urla un cameraman accanto a me.
Sento a malapena il «Pronti... e Azione» che grida il regista.
Io non è che devo fare molto, osservare la luna e l’acqua con espressione pensierosa.
I minuti passano lenti finché sento che Kris è alle mie spalle.
Il rumore dell’acqua spostata è terminato e il suo profumo misto a sale mi penetra nelle narici facendomi per un attimo dimenticare il mio nome.
Fantastico, riuscirò a ricordare l’unica battuta che devo dire?
Reprimo un brivido e contraggo i muscoli della schiena quando sento i polpastrelli delle dita di Kris sfiorarmela lentamente, partendo dalla nuca fino alla base. Stringo i pugni sott’acqua, sperando che nessuno della troupe o le telecamere che ci circondano lo notino.
Sono certo che Kris l’ha notato, dato che non smette di torturarmi.
«Mi avevi promesso che ci avremmo provato...» sento la sua voce ovattata, lontana, troppo preso dalle sensazioni che mi scatena il suo tocco.
Meno male che l’acqua è fredda.
A mala pena mi ricordo che devo girarmi.
Mi giro lentamente, mentre la sua mano si allontana da me e mi guarda negli occhi.
Se lo fai di nuovo, non rispondo delle mie azioni.
Ora, se non ricordo male dovrei dire una battuta...

Per miracolo me la ricordo:
«Se... ti faccio... male... fermami».
Quasi rido.
Chiedermi di fermarmi in una situazione del genere è in fondo alla scala delle sue intenzioni, addirittura dopo ‘Resuscitare i morti’
Sorride timida, secondo copione, ma quello che fa è tutt’altro che timido: ricomincia a passarmi le dita sul corpo, partendo da sotto l’ombelico, appena sotto l’acqua, fino ad arrivare alle clavicole.
Tra poco la uccido.
Mi sta facendo morire!
«Non preoccuparti...» continua, circondando il mio collo con le sue braccia e intrecciando le sue dita tra i miei capelli, premendo il suo seno sul mio torace.
Sono vicino all’infarto.
«Noi ci apparteniamo»
Noto una strana nota nella sua voce.
Lo sguardo che mi rivolge fa crollare il mio controllo.
Le afferro i capelli della nuca con violenza, attirandola verso il mio viso, baciandola con una passione che riservo solo in certe occasioni.
Chissenefrega a chi è rivolto il film.
Le circondo la vita con l’altro braccio e la stringo a me, facendo cozzare i nostri bacini.
Si aggrappa al mio collo e ai miei capelli, rispondendo con la stessa passione al bacio.
Stringo di più la presa e le faccio capire che voglio sollevarla.
Con le gambe, si da una piccola spinta e io la sollevo con più facilità, tenendola stretta a me.
«STOP!» la voce stridula del regista mi fa uscire dalla ‘bolla’ che creo quando sono da solo con Kris e mi fa tornare alla realtà.
Ma porca p... aletta.
Ci stacchiamo lentamente e le faccio poggiare nuovamente i piedi sul fondale sabbioso. Improvvisamente la voce di Kellan dalla spiaggia dove si trova con tutti gli altri mi rovina ulteriormente l’umore.
«Ehi, piccioncini!» urla dalla riva «Andateci piano, queste cose fatele quando siete soli soletti!»
Va’ all’Inferno, dannatissimo orso.
Kris trattiene a stento una risata.
Posso immaginare il perché.
Arriccio leggermente il naso e stringo i denti, per nulla felice dell’uscita di Kellan.
Kris m’ha fatto impazzire, e ciò non è un bene se si è circondati da decine di persone.
«Okay!» ricomincia ad urlare il regista «Era perfetta, facciamo le altre due inquadrature!»
Nooooooo, abbiate pietà di me, per favore...
Una piccola pausa per riprendermi me la concedete?

La risposta alla mia inespressa domanda la so già: NO.
È già tardi e tutti i ragazzi della troupe e anche il sottoscritto non vedono l’ora di andare a letto.
Anche se io prima devo farmi una bella doccia fredda.
A malavoglia mi rigiro e la tortura ricomincia.
Quando finalmente abbiamo finito, torniamo indietro
Cammino nell’acqua, poco dietro a Kris che si sta stringendo al petto le braccia: sono so se per il freddo o per coprire un po’ il seno o tutte e due. Mi chino e le sussurro, con una lieve nota di minaccia:
«Fallo di nuovo e non rispondo più delle mie azioni, Kris»
E lei ride sommessamente, scordandosi di tutte le persone che ci circondano.
Quando mettiamo piede sulla sabbia della spiaggia, alcune ragazze della troupe ci porgono degli accappatoi. Me lo infilo con calma, mentre Kris se lo infila ad una velocità impressionante.
Odia il freddo e non si è mai abituata nonostante tutto il tempo che abbiamo passato nell’Oregon e a Londra. Forse è meglio non tenere conto di Londra dato che quando viene a trovarmi non usciamo dalla stanza d’albergo... o occasionalmente andiamo dai miei.
Sono contento che Kris abbia sviluppato un buon rapporto con la mia famiglia, come d’altronde io.
Il regista, tranquillamente seduto sulla sua sedia, sta sfogliando il copione:
«Bene ragazzi» ci dice, senza staccare lo sguardo da quelle pagine che sono il nostro tormento «Domani avrei intenzione di girare le scene del risveglio e quella nella casa nuova, ve la sentite?»
No, no! Assolutamente no!
Va beh che sono le ultime scene che ci sono rimaste da girare, anche se quella della casa nuova potremmo girarla nell’Oregon, ma dato che abbiamo già un set di una camera da letto, la giriamo qui.
Quando ci hanno riferito questa notizia, ero tranquillo.
Ora lo sono molto meno.
Kris annuisce senza problemi, mentre io annuisco di controvoglia, mentre i muscoli delle mie braccia si tendono dal nervosismo


Clicca qui e commenta il primo capitolo!

 
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CAT_IMG Posted on 22/10/2009, 17:03Quote

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Capitolo 2:
Tortura

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Kristen's POV


Mi infilo con calma sotto il getto caldo della doccia.
Tranquillamente, mi lavo e pettino i capelli con minuzia. Devo avere un sacco di sale addosso.
Una volta uscita dalla doccia, mi avvolgo in un asciugamano e mi dirigo verso il cassetto della biancheria, tirando fuori un paio di mutande e una canottiera.
Non ho voglia di mettermi la camicia da notte.
Mi spoglio e indosso la biancheria intima, afferro il copione, un po’ di fogli e una matita e mi butto sul letto.
Ho un piano da escogitare.

Mi sveglio leggermente intontita. Il copione e i fogli sono ancora accanto a me. Mi sono dimenticata di posarli sul comodino.
Quasi spinta dalla corrente, mi alzo e filo in bagno, per farmi una doccia veloce e vestirmi.
Mi metto su un paio di shorts di jeans e una maglietta di cotone aderente.
Non devo vestirmi benissimo dato che al mattino sono praticamente nuda se non per un paio di slip (niente tanga o culottes, non sono mica da sola con Rob) ovviamente rosa carne e nel pomeriggio ho addosso un vestito lacerato.
Raccolgo i capelli in una coda e mi avvio fuori dalla roulotte, chiudendola alle mie spalle.
Fischiettando mi dirigo verso la roulotte di Rob e busso delicatamente alla finestra.
Passa poco tempo e Robert si affaccia, a torso nudo
Ullallà... se il buon giorno si vede dal mattino, oggi sarà una giornata e spero una serata me-ra-vi-glio-sa.
Mi sorride:
«Kris che ci fai qua?» Inarco un sopracciglio e continuo a mangiarmelo con gli occhi.
Che bella visione.
Rinchiudo in un cassetto della mia mente i pensieri non proprio decenti che mi hanno invaso la testa dal momento in cui l’ho visto.
Cambiamo argomento.
«Volevo sapere se eri già pronto per andare a fare colazione…» rispondo, ancora intenta a rimirare il corpo del mio ragazzo.
Ed è mio... mio, mio, mio!!!
Si guarda attorno e poi si volta verso di me aggrottando la fronte:
«La smetti di guardarmi come se fossi un dessert?».
Piuttosto mi rinchiudo in convento.
Via col sorriso malizioso:
«Ti da fastidio, Rob?». Scuote la testa:
«No, ma se continui a guardarmi così, sono capacissimo di trascinarti qua dentro e non farti uscire per tutto il giorno».
Ah, vedi che non sono l’unica in preda ad una tempesta ormonale?
Rido:
«Calma i tuoi ormoni, Robert Pattinson. Sbrigati, ci vediamo a colazione». Sorrido, e mi incammino verso la mensa, quando la voce di Rob mi arriva nuovamente alle orecchie:
«Ah, Kristen» mi giro, guardandolo dubbiosa «Non osare provocarmi come ieri». Ridacchio:
O povero piccolo pesciolino mio, sei caduto nella rete.
«E perché? Fai fatica a resistermi?» gli chiedo, cercando di non far trapelare nulla del mio piano.
Lui inarca un sopracciglio:
«Sai benissimo che quando fai così perdo il controllo, ma anche mi riferivo ai ragazzi. Kellan ieri sera m’ha stressato l’anima grazie al tuo palese tentativo di tentarmi». Sorrido, maliziosa.
Bingo. Non aspettavo altro
«D’accordo» mi osserva stranito, è la prima volta che ‘cedo’ così facilmente ad una sua richiesta che non sia una condivisa anche da me... ma il mio piccolo vampiro non sa cosa l’aspetta «... vedrò di essere meno palese» corro via, senza guarda l’espressione di Rob che probabilmente è terrorizzata.

Nel letto pieno di piume, federe lacerate e lenzuola stropicciate, continuo a ridacchiare, per tanti motivi:

1.Le piume di cui sono ricoperta e che sono annidate nei miei capelli come una gallina mi fanno il solletico
2.La faccia di Robert durante il trucco è stata troppo forte: era concentrato al massimo e cercava di mantenere il più possibile la calma mentre mi sfiorava il corpo davanti alle truccatrici per fare le ‘impronte’ dei lividi. Credo che dopo abbia dovuto fare una doccia fredda…
3.Il mio piano per farlo morire. Povero amore mio, non sai cosa ti aspetta...

Intorno a noi, la troupe si sta preparando per le riprese, mentre le risate sguaiate di Jack e Kellan mi arrivano chiare e nette e non fanno altro che farmi ridacchiare ancora di più.
«Ragazzi, siete pronti?». Il regista mi riporta alla realtà e smetto di ridere.
Mi accoccolo di più addosso a Rob e poggio la testa sul suo torace, come da copione, mentre una ragazza della troupe mi si avvicina e mi sistema il lenzuolo, bloccandolo nell’elastico delle mutande, lasciandomi completamente scoperta la schiena nuda. Le dita di Robert mi sfiorano la pelle e io reprimo un brivido.
Adoro quando mi accarezza in questo modo.
Kris, non ti distrarre, ricordati che hai un piano da mettere in atto.
Il piano diabolico ha inizio.
Lentamente e senza farmi notare, sposto una gamba tra le sue, premendo col ginocchio per farmi un po’ più di spazio e mi appiccico di più a lui, premendo il mio seno sul suo torace.
Si irrigidisce di botto.
Sorrido.
Sono proprio curiosa di vedere se resisti, tesoro.
«Pronti?» ripete il regista. Annuiamo, e io riprendo il controllo, mentre sento che Rob sta cercando di riprenderlo.
Lo deduco dai suoi muscoli tesi.
Mi sistemo meglio addosso a lui e chiudo gli occhi.
Le risate di Kellan e Jackson si sono spente.
«Azione!».
La mano di Rob comincia ad accarezzarmi lentamente
Che Paradiso... posso stare qui in eterno?
Ma, ahimè, devo recitare.
Faccio finta di svegliarmi, e mi struscio letteralmente e lentamente sul suo corpo, stile gatta morta, per poi sfregare il mio naso nell’incavo tra il suo collo e la spalla.
«Buongiorno...» sussurro, estasiata. Quelle carezze sono state una goduria. Sempre secondo copione, non lo guardo in viso.
«’Giorno» risponde. Il tentativo di voce depressa che dovrebbe fare mi fa trattenere a stento una risata. Aggrotto le sopracciglia e mi sposto completamente sopra di lui, allargando le gambe e portandole ai lati dei suoi fianchi.
I suoi muscoli si irrigidiscono ulteriormente.
Lo guardo, dubbiosa:
«Edward... che cos’hai?»
Sempre con l’espressione preoccupata e la fronte corrugata mi sussurra:
«Ti fa male, Bella?». Lo guardo.
Non resisto, la sua faccia è troppo stupida.
Scoppio a ridere e poggio la fronte sulla sua spalla.
«STOP!» grida il regista, mentre scivolo giù dal suo corpo, e comincio a rotolarmi nel letto, in preda alle risate.
«Kristen, si può sapere che ti prendere?!»
Dal tono della sua voce, sembra infuriato.
«Mi scusi» cerco di parlare, fermandomi e stringendo il lenzuolo al mio petto, per coprirmi, mentre tento di smettere di ridere «È la faccia di Robert che mi fa ridere». Mi guarda, leggermente furioso:
«Adesso la colpa sarebbe mia?!». Mi asciugo una lacrima:
«Avevi un’espressione troppo stupida»
Il regista alza gli occhi al cielo, sbuffa e torna a sedersi al suo posto:
«Ricominciamo... dall’inizio» brontola.
Oh, fantastico.
Mi accoccolo di nuovo a lui esattamente come prima e mi sistemo da sola il lenzuolo.
A mala pena sento il sussurro di Robert:
«Di’ la verità, mi vuoi morto» Faccio un finto sorriso innocente, poi torno ad appoggiare la testa sul suo petto e far finta di dormire.
«Azione!»
Evvai che si continua!
Dopo poco ritorniamo al punto in cui io sono vergognosamente scoppiata a ridere.
«Ti fa male, Bella?».
Pronta per il passo successivo.
Aggrotto di più la fronte e premo le mani sulle sue spalle sollevandomi leggermente, facendo intravedere il seno.
Credo che in questo momento il trucco da vampiro possa considerarsi inutile.
«Male? Cosa dovrebbe farmi male?».
chiedo, innocentemente. Seguendo il copione, Robert si solleva seduto.
Ora io dovrei scendere dalle sue gambe e sedermi sul materasso accanto a lui, ma mi trovo decisamente meglio seduta sulle sue gambe, per cui resto qui.
Il lenzuolo scivola dal mio petto, e si posa tra lo spazio che si è formato tra i nostri bacini. Per fortuna i miei slip e i suoi boxer continuano a rimanere nascosti.
Ti prego, fai che il regista non dica nulla.
Evidentemente le mie preghiere vengono esaudite perché la voce del regista non si fa sentire... e Rob è costretto ad andare avanti.
Mi prende con delicatezza il braccio:
«Questo, Bella…» Mi indica i finti lividi, premendoci su le dita, per farmi notare che combaciano alla perfezione. Li osservo dubbiosa, mentre lui, con una lentezza che esprime tutta la sua difficoltà nel rimanere calmo, fa scendere la mano sotto al seno e sui fianchi, toccando gli altri lividi.
Sto in silenzio per un po’, poi, incurante, continuo:
«Oh...». Mi osserva allibito, non so se è solo per il copione o anche per qualcos’altro.
«Come ‘oh’?». Guardo intorno a me, trattenendomi dal ridere e, nel notare tutte le piume sparse, scaccio il pensiero della battaglia di cuscini della sera prima di recarci al set e assumo una faccia sconcertata:
«Cosa sono tutte queste piume?!». Sbuffa:
«Ho morso i cuscini di Esme» Finalmente posso ricominciare a guardarlo:
«Hai morso i cuscini?! Perché?!». Mi fissa quasi truce:
«Almeno erano i cuscini e non te... ora rispondi alla mia domanda?!». Sospiro sconfortata, scendendo dalle sue gambe e ricoprendomi col lenzuolo.
«No, non mi fanno male»
«Non mentirmi». Mi avvicino, furiosa e, stringendo al mio petto il lenzuolo con la mano sinistra, gli afferro il mento con quella destra, obbligandolo a guardarmi negli occhi
«Senti un po’, Edward Cullen... Non mi hai fatto male, ho avuto lividi peggiori in tutta la mia vita! Tu...» tremo «Tu stai uccidendo la mia euforia!» Non cambia l’espressione dura, gli occhi socchiusi.
Provo ad immaginare a non essere più nemmeno sfiorata da lui.
Un dolore immenso mi attanaglia il cuore. Lascio andare il suo mento e lo guardo con occhi colmi di tristezza:
«Non mi toccherai più finché sarò umana... vero?»
«Non voglio farti male, Bella»
. Mi allontano di botto, afferro la vestaglia e la indosso in fretta e furia, scendendo dal letto e rifugiandomi ‘nel bagno’, sbattendo la porta alle mie spalle.
Sì, mi sentirei veramente a pezzi se Robert non volesse più toccarmi
«STOP!».
La voce del regista mi riporta alla realtà. Riapro la porta e guardo nella stanza.
Rob si è lasciato andare a peso morto sul letto, esausto
Povero il mio bel topolino caduto in trappola.
«Va bene?» chiedo, con finta noncuranza
«Perfetta... splendida!» Il regista è euforico.
«Siete pronti per le altre inquadrature?»
Ovviamente.

Alla fine delle riprese, Rob assume uno sguardo strano, che mi inquieta. Scambia qualche parola con il regista e me (lanciandomi un’occhiata truce) e si avvia fuori dal set.
Non appena superata la porta, viene investito da dell’acqua.
Dall’urlo stridulo che emette deve essere ghiacciata.
Sento le risate di Jackson e Kellan:
«Per calmare i bollori!»
Scuoto la testa
Effettivamente, amore, ti ho tartassato.


Clicca qui e commenta il secondo capitolo!

 
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CAT_IMG Posted on 11/11/2009, 17:31Quote

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E per festeggiare, dopo una shot deprimente e una cretina, a voi il terzo capitolo della long fic.

Capitolo 3:
Vendetta tremenda vendetta

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Robert's POV


Poco fa Ashley è andata ad avvisare Kris che siamo pronti per girare l'altra scena di oggi... e l'ultima su quest'isola.
Tra poco torneremo nell'Oregon.
E lì... beh... ciao ciao a tutti.
Sbuffo leggermente.
Il fatto di dover recitare mi impedisce di uccidere quei due ominidi che continuano a ridere come delle iene.
Che noia...
Sto fermo immobile mentre Martha mi sta allentando le cuciture e i bottoni della camicia.
Un aiuto inutile a Kristen, lei ci riesce fin troppo bene, il mio guardaroba ne è sempre al corrente.
«Allora, Rob...» mi volto verso il regista, annoiato «Come girare la scena te l’ho già detto e lo ripeto dopo quando arriva Kris. Solo una cosa, se ci riesci, dovresti essere un po’ più impetuoso»
Non c’è problema.
Tortura chiama tortura.
L’operazione ‘Vendetta Tremenda Vendetta’ è pronta per essere messa in atto.

Mentre Martha continua a tartassare la mia camicia Kris spunta sulla porta.
Fa leggermente senso e quel vestito a brandelli non lascia molto all’immaginazione.
Cos’è, una congiura contro di me?
Si avvicina, con un sorriso assurdo.
Se potesse, ucciderebbe Martha in un istante.
Perché?
Quando è di fronte a me, la squadro dalla testa ai piedi, inarcando un sopracciglio:
«Carina» Lei mi rivolge un sorriso che se potesse incenerire, sarei un mucchietto di cenere:
«Io e te facciamo i conti più tardi» mi sussurra, a denti stretti.
Oh, non vedo l’ora.
Deve pur arrivare il tuo turno di essere torturata.

«Allora, ragazzi» la voce del regista ci richiama, ponendo fine alla discussione; ci giriamo nella sua direzione «La scena è molto semplice, niente battute. Kris, devi strappargli la camicia e poi, beh... divertitevi».
Modo un po’ più gentile di dirlo no, eh?
C’è un attacco di risa improvviso.
Vedo Kris che aggrotta improvvisamente le sopracciglia.
Che ha?
Si volge verso il regista:
«Devo strappargli la camicia?!» la voce è leggermente stridula.
Che c’è di strano? L’hai fatto dozzine di volte.
«Sì. Martha ha allentato le cuciture e i bottoni». Si volge verso di me, mettendomi le mani sul petto.
Che la vendetta abbia inizio.
Fase 1: stuzzicarla.

Mi chino verso di lei e le sussurro all’orecchio:
«Che c’è, non ti ricordi più come si fa?».
Mi da un forte pizzicotto sul fianco.
Ahia che male.
«Pronti e...» fa un profondo respiro, mentre sistema meglio le mani sul mio petto.
Concentrazione, Robert... concentrazione.
Faccio un sorriso maligno.
Non hai idea di cosa ti aspetta.
«Azione!» le afferro di colpo il viso e la bacio mozzandole il fiato.
Noto che fa fatica a starmi dietro col bacio.
Sento le sue unghie infilarsi nella stoffa della camicia e, una volta artigliata, tira.
«STOP!» urla il regista, mentre io mi piego in due dalle risate e Kris assomiglia ad un pomodoro da sugo maturo nonostante il trucco.
Non è riuscita a strappare la camicia.
Ma non è possibile... c'è sempre riuscita.
«Calmati, ragazzo, riproviamo». Mi asciugo una lacrima, torno serio (faccio un po' fatica, a dirla tutta) e mi rimetto in posizione e Kris, dopo un attimo di esitazione, fa lo stesso.
Al secondo tentativo, la camicia si strappa e, dopo un momento, Kris me la toglie di dosso impaziente e si stringe al mio collo.
Partita per la tangente?
La Fase 1 sta funzionando.

Faccio scivolare le mie mani lungo il suo collo e, continuando a baciarla, le afferro uno dei tanti strappi sulla schiena e tiro, lacerando la stoffa e facendo intravedere la pelle nuda.
Continuando ad accarezzarla, mi accorgo che non ha il reggiseno.
Un bel respiro, Rob.
La prendo per la vita e la sbatto senza molta delicatezza sul letto, sdraiandomi poi su di lei e continuando a baciarla.
Scendo con le mie labbra lungo il collo e la spalla, mordicchiandola.
Kris comincia a graffiarmi la schiena e a respirare pesantemente.
«STOP!» Mi allontano da lei che ha una faccia quasi spaesata.
Forse non si è nemmeno accorta che il regista ha parlato, ma si sarà certamente accorta che si sta dirigendo verso di noi dato che lo sta guardando in un modo assassino.
«Ragazzi, è perfetta... ma...»
Pausa.
«... andateci piano!»
C’è un attacco di risa generale, a cui mi aggrego anche io.
Forse è meglio non far sapere che questo, per me e Kris, è piano.

Cala la sera e la Fase 2 dell’operazione ‘Vendetta Tremenda Vendetta’ ha inizio.
Mi cambio velocemente e indosso una t-shirt e i 501 che adora così tanto e mi allaccio la cintura.
Mi guardo intorno:
«Dov’è… dov’è… dov’è… Ah, eccola!»
Prendo in mano l’arma letale e la infilo nella tasca posteriore dei jeans.
Mi guardo allo specchio e mi do un’ultima sistemata ai capelli, anche se so che sarà inutile perché, dopo cinque secondi in balia delle dita di Kris, saranno impresentabili.
«Okay, a posto».
Esco dalla mia roulotte chiudendola a chiave e poi mi dirigo furtivo verso quella di Kristen.
Tra me e me canticchio il tema della Pantera Rosa.
Ci sta bene, no?
Sento a malapena che ha messo su della musica ma non riesco a capire cosa stia ascoltando.
Prendo un sasso e lo lancio delicatamente contro il caravan, per fare un minimo di rumore, poi mi appiattisco a lato della porta.
Trattenendo il respiro, sento lo scatto della serratura e la porta che si sta aprendo.
In un lampo, mi fiondo su Kris sbattendola contro la parete dietro di lei, premendo le mie labbra sulle sue e accarezzandole con la lingua, cercando di farle capire di dischiuderle.
Lo capisce al volo e io la bacio con più passione, chiudendo la porta con un calcio.
Cercando di mantenere il controllo, mi accorgo di quello che stava ascoltando prima della mia irruzione.
Il Val D’Amore... appropriato...
Mi mette le mani tra i capelli e si stringe a me.
Continuo a baciarla, cercando di distrarla.
E' la parte fondamentale del piano, devo fare in modo che non si insospettisca.
Faccio scivolare le labbra lungo il mento e sul collo, fermandomi sulla giugulare e infilo la mano sinistra negli shorts già sbottonati accarezzandole la pelle del sedere.
Inarca la testa all’indietro, sospirando.
Artiglia con rabbia mia t-shirt.
Vuole sfilarmela.
Rimuovo la mano da dove ci stava tanto bene e le permetto di sfilarmi la maglia.
Riprendo a baciarla, schiacciandola contro il muro premendo il mio bacino contro il muro.
Sorride sulle mie labbra e, tenendosi forte alle mie spalle e stringendo i miei capelli con le dita, circonda la mia vita con le sue gambe.
Faccio scendere entrambe le mie mani nei suoi pantaloncini sorreggendola così per il sedere e le mordicchio il lobo:
«Pensavi di farla franca dopo quanto mi hai provocato?» le sussurro, con il respiro un po’ pesante.
«A dirla tutta...» mi risponde, mentre le sue mani lasciano i miei capelli e scendono verso il basso slacciando in fretta sia la cintura sia i jeans «... non vedevo l’ora che cedessi»
Ah, e lo ammetti pure?!
Dal profondo della gola, mi parte un ringhio roco; la afferro per la vita e la faccio cadere pesantemente sul letto seguendola immediatamente dopo.
Prima che possa sfilarmi i jeans, tiro fuori l’arma letale e la appoggio sul cuscino, mentre continuo a baciare Kris per distrarla.
Comincia ad accarezzarmi la schiena per poi fermarsi sul sedere.
Calmo, Robert, ricordati che hai una missione da compiere.
Infilo le mani sotto la sua schiena e le sgancio il reggiseno. Solleva le braccia per aiutarmi a sfilarlelo.
Perfetto, non chiedevo di meglio.
Mi libero di quell’indumento inutile al momento e continuo ad accarezzarle le braccia portandole verso la spalliera.
Alla cieca, afferro l’arma letale, la faccio passare attraverso le sbarre della testiera e la chiudo sui suoi polsi.
Mi allontano di scatto da lei, rimanendo a gattoni e guardandola con un sorriso vittorioso.
Mi guarda confusa:
«Cos...?» strattona le braccia e alza un po’ la testa per guardare e nota la mia arma letale: un paio di manette con le quali l’ho bloccata alla testiera. Si volta verso di me, furiosa «NO!»
Ridacchio e mi sporgo verso di lei, sfiorando le sue labbra con le mie:
«Così impari a provocarmi davanti a tutti»
Continua a strattonare le braccia, come se avesse la possibilità di rompere la testiera e liberarsi.
Illusa.
«Ti scongiuro, Rob...» mi prega, alternando le parole a singhiozzi «... liberami»
Scordatelo.
«No» le sussurro, baciando la pelle tra le due clavicole e sfilandole con lentezza gli shorts, per poi portare il mio viso all’altezza dello stomaco «Ora cerca di non gridare come al tuo solito, Kris» finisco, prima di baciare la sua pelle bollente.
Inarca schiena e testa, cominciando ad ansimare.
Che la Fase 3 abbia inizio


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2 replies since 12/10/2009, 16:43
 
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