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Diario di Corte

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Caro papà...
CAT_IMG Posted on 13/8/2009, 11:36Quote

Millennium Member

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Location: Milano


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 08:33, 2 minuti fa


Caro papà,
Questa è la quarta o quinta lettera che ti scrivo.
Sono passati esattamente tre anni, otto mesi e un giorno dall'ultima volta che t'ho visto.
Quei giorni me li ricordo perfettamente, come se fossero ieri.
Quel weekend abbiamo litigato furiosamente, il motivo preciso non me lo ricordo, forse era il solito: tu che non volevi reagire alla tua malattia.
Mentre la mamma era uscita di casa di botto per calmarsi, io sono rimasta in casa, continuando a urlarti "No!" alla tua richiesta di aiutarti a sederti sulla sedia a rotelle.
Ero troppo arrabbiata, forse non ti rendevi più conto che stavi distruggendo la mia vita di adolescente e quella di mamma.
Una delle due doveva sempre starti dietro.
Il sabato pomeriggio non potevo uscire, dato che mamma doveva far la spesa, se andava bene, potevo concedermi la domenica pomeriggio... ma avevo da studiare.
Non te ne faccio una colpa, papà. Purtroppo, non eri più te. Non eri più la mia enciclopedia vivente, non eri più l'uomo che voleva insegnarmi a nuotare ma io, troppo cocciuta, volevo fare di testa mia, non vedevo più la voglia di vivere, l'uomo che, nonostante un ictus che gli aveva bloccato la mano, aveva ricominciato a guidare, sempre benissimo.
Ricordo il tuo dolore quando hai dovuto toglierti dall'albo degli architetti.
Il lunedì mattina mamma se ne è andata al lavoro senza salutarti, io ti ho dato a malapena un bacio.
Poi quel pomeriggio mi sono fermata a scuola, per aiutare Kristina in matematica. Cercavo di telefonare alla mamma in ufficio, ma mi rispondeva una sua collega dicendomi che era fuori.
Prima di tornare a casa, mi sono fermata a parlare con Daiana e Amed, finendo il discorso con un "E' meglio che vada altrimenti papà si preoccupa".
Quando ho aperto la porta mi son trovata davanti mamma, la nonna, la zia Puci e l'Emma, mentre lo zio Enrico era seduto in cucina.
Che ci facevano lì?
Tu, però, non c'eri.
Mamma mi ha fatto posare lo zaino a terra e continuava a dirmi qualcosa, non so cosa, ricordo solo che continuavo a ripetere, come un automa: "Dov'è papà? L'avete fatto ricoverare?" Poi, una volta arrivata in sala ho guardato bene mamma in faccia e ho capito tutto.
Sono scoppiata a piangere, accasciandomi senza forza sulla poltrona.
A fatica mi sono alzata e seduta sul divano. Dopo un po', sono riuscita a dire: "Almeno ha potuto vedere l'Inter battere il Milan". Ecco un'altra cosa che ho preso da te: trovare l'ironia in qualsiasi evento.
Ho chiamato Daiana e Amed, che sono corsi qui; lei era in lacrime.
Ho chiamato la Veronica, che, nonostante avesse la febbre, è corsa da me e, mentre l'aspettavo, i miei due amici hanno recitato per te una preghiera islamica, mentre io bevevo una tazza di camomilla.
Ho avvisato anche l'Andrea, che era rimasta incredula.
Dei giorni seguenti ricordo la pulizia che abbiamo fatto nel tuo studio, tonnellate di carte da buttare.
Durante il funerale non ero molto connessa, faticavo a realizzare.
L'aveva celebrato lo stesso prete con cui tu e la mamma siete cresciuti, che vi aveva sposato, diciannove anni prima.
Ti avevo scritto una lettera, trascrivendo una canzone.
Quella lettera ora è incastrata sul crocefisso sulla tua bara.
Quando poi ti è stato fatto il giardinetto, vicino ho sotterrato un barattolino di caffè Lavazza, ricordando la frase che avevi detto a mamma non appena ti eri svegliato dal colpo apoplettico: "San Pietro non mi ha voluto perché non avevo il caffé Lavazza". Lei avrebbe voluto prenderti a sberle.
Grazie ad una diapositiva, siamo riuscite a ricostruire la tomba che avevi disegnato per tuo papà, il nonno Nicola.
Devo ancora capire una cosa, di me e di te: perché, il giorno della mia prima Comunione, mentre mettevo in bocca l'Ostia, ti ho guardato?

image

Oggi son venuta a trovarti, una delle poche volte.
Ti ho raccontato quello che sto facendo, che sto imparando a guidare, che forse riprenderemo un cane...
So che questo l'hai visto, ma mi piace parlartene.
E, anche se so che lo sai fin troppo bene, ti voglio dire grazie e, soprattutto, che ti ho voluto, ti voglio e ti vorrò per sempre un mondo di bene.
Nicoletta



Edited by Nikelaos - 26/8/2009, 14:45
 
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CAT_IMG Posted on 13/8/2009, 11:47Quote

Pensavo di aver messo la mia vita in mano ad un amico...invece tu eri il mio carnefice!

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Status: Utente anonimo


Mi sono quasi venute le lacrime agli occhi ,questa lettera a tuo papà ,mi ha scosso molto ,vivo una condizione simile alla tua ,ma io ho ancora mamma accanto a me anche se a volte mi sento come se non ci fosse ,ti ammiro sei una ragazza in gamba e il tuo papà da li su é orgoglioso di avere una figlia come te ! Non ti sentire in colpa se non vai spesso al cimitero ,il tuo papà è sempre accanto a te a giudarti la strada migliore da seguire lui e diventato il tuo angelo custode .Ti mando un abbraccio grande grande e pieno di stima ,e grazie per aver voluto condividere questa lettere con noi

 
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CAT_IMG Posted on 13/8/2009, 11:58Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/12/2009, 00:22


Dolce la mia Nicoletta...dal cuore genuino e dalla mente brillante.
Di te apprezzo la sincerità e l'onestà...doti sempre più rare che la gente sembra trattare al pari di un panno per le pulizie.
Leggendoti, mi è parso di entrare nel tuo quotidiano e predermi un pò della tua vita, delle tue emozioni...come capita a chi si trova dall'altra parte dello schermo e all'improvviso capisce che oltre la soglie non c'è un'automa senza volto bensì un'anima umana che pulsa.
Ho un groppo in gola...perchè so cosa significhi la paura, perchè chiedo ogni giorno a Dio di proteggere la mia famiglia e di non farmi sperimentare quest'atroce dolore.
Una richiesta egoistica la mia...ma l'amore rende tali gli uomini.
La vivo costantemente grazie al mio papà testardo e fumatore che se ne infischia di far star male tutti quanti e continua a prendere in giro la sua buona sorte. Gli dico sempre che saremo noi a tirare per prima le quoia a furia di raccattare spaventi e vivere sotto il peso di Damocle.
Quando indirizzi una lettera a chi non c'è più hai come l'impressione che nulla sia davvero finito, che da qualche parte un filo sottile tiene unite l'anima mortale e lo spirito ultraterreno. Almeno mi sento così ogni volta che parlo con mio nonno e infilo un bigliettino dentro un grumo di terra.
Due anni fa, quando l'abbiamo sfossato io sono stata con lui, seduta accanto alla sua urna mentre lo traportavamo a Putignano. Durante il viaggio gli parlavo..."Guarda le colline, nonno...! Visto come sono verdi?...Da quando tempo è che non le vedevi? Sempre chiuso laggiù..."
Si, lo so...è un pò sciocco parlare a due ossa e a un contenitore di alluminio.
Ma pensavo che a lui potesse far piacere e così non ho badato alla razionalità.
- Che schifo! Ti sei portata un morto dietro per tutto il viaggio? Brr...
Eh, gli amici. Non hanno ancora capito che bisogna aver timore dei vivi.
Prima di chiudere i suoi resti nella cassettina, ho voluto che si portasse via anche la mia ultima lettera e una poesia sulla speranza da far leggere lassù...dove penso abbia ritrovato un pò dei suoi amici.
Nike, ti sono vicina. Anche se non ho il potere di tergere le lacrime, sento che puoi sentirmi.
Marilena

 
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CAT_IMG Posted on 13/8/2009, 13:04Quote

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Location: Dal mondo dei sogni...prima o poi sarò costretta a svegliarmi...


Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/12/2009, 17:54


A me le lacrime son venute...
Questa lettera è carica d'amore...non aggiungo altro, mi sembra tutto troppo scontato e banale...



Edited by *Akane30* - 17/8/2009, 11:18
 
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CAT_IMG Posted on 14/8/2009, 16:38Quote

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Location: Rinascimento Italiano


Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/12/2009, 00:22


CITAZIONE (Nikelaos @ 13/8/2009, 12:36)

Devo ancora capire una cosa, di me e di te: perché, il giorno della mia prima Comunione, mentre mettevo in bocca l'Ostia, ti ho guardato?


Credo che tu conosca la risposta. In quel momento di unione con Cristo, anche le vostre anime si sono incontrate. Anime gemelle, di padre e figlia, che sapranno restare insieme anche se ad una delle due mancherà un corpo di carne e ossa che l'accompagni.



Edited by *Akane30* - 17/8/2009, 11:18
 
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CAT_IMG Posted on 16/8/2009, 23:57Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/11/2009, 14:57


Nike, cara Nike...è una lettera bellissima e sono certa che il tuo papà l'avra letta via via che calcavi la punta della penna sul foglio. Loro arrivano sempre prima delle virgole e dei punti perchè sanno cosa si cela nel cuore dei cari.
Bellissima la foto di voi due insieme.
Mi ha dato una strana sensazione lo sguardo che vi rivolgete.
Come dice Alexandra, qualcosa è corso fra voi quel giorno. E non sarà stato un caso.
Tuo padre vive in te.
E non solo come un bel ricordo. Ci scommento che un pezzo d'anima è dentro il tuo petto.
Eduardo



Edited by *Akane30* - 17/8/2009, 11:18
 
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5 replies since 13/8/2009, 11:36
 
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