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Diario di Corte

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HATE & LOVE
TOPIC_ICON8  CAT_IMG Posted on 11/8/2009, 22:16Quote

Junior Member

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 19:55


CAPITOLO UNO


Fragranza.
Sentivo l’odore intenso del sangue di un alce. Grazie al mio olfatto particolarmente sviluppato, i profumi della natura circostante mi permettevano di distinguerne l’esatta posizione: l'animale si trovava proprio in riva al fiume gorgogliante, intento a sorseggiare l’acqua limpida e cristallina per placare la sua sete.
Già, sete. Mi concentrai su quella scia appetitosa, un misto di cioccolata e miele, e l’arsura divenne così forte che d’istinto scoprii i denti in un ringhio dimesso. Mi accovacciai sulle ginocchia, ancora nascosta tra gli alberi millenari del bosco. Mi sarebbero bastati appena tre balzi – ovvero sei metri – ed avrei raggiunto il mio pasto. Già immaginavo di affondare i miei denti affilati e bianchissimi proprio in quel collo peloso, dove il sangue pulsava con maggiore intensità. Sentii il veleno bruciare nelle vene: era il segnale di agire.
Presi lo slancio e mi fiondai a velocità sovrumana tra le fronde degli alberi. Il mio passo era tanto veloce, quanto silenzioso.
Oramai avevo raggiunto la mia pred-
Una folata di vento improvvisa mi costrinse a fermarmi. L’alce fuggì via allarmato, quando l'istinto di sopravvivenza lo spinse a tendere le orecchie in ascolto.
“No, no, no: troppa fretta, Bella.”
Mi imposi di restare calma, serrando i pugni con tutta la forza che mi contraddistingueva. Presi un respiro profondo – benché la mia natura da vampira non lo richiedesse affatto – e con calma mormorai, “Ci sono tre cose nella vita che odio. Uno: essere interrotta mentre sono a caccia di alci. Due: le persone impertinenti che osano darmi degli ordini.” Balzai in avanti, raggiungendo il vampiro più odioso di tutto il Washington State. “E terzo: non sopporto te, Edward Antony Masen Cullen, e i tuoi modi di fare insolenti!”
Edward ridacchiò, ma in una frazione di secondo sparì dalla mia vista e si sedette sul ramo alto dell’albero. Annuì tra sé. “Hmm, ottimo discorso. Potresti chiedere al presidente degli Stati Uniti di ospitarti alla Casa Bianca, e tenere i comizi per lui.” Fece una pausa, riducendo gli occhi dorati a due sottili fessure. “Non dirmi che pretendi anche l’applauso.”
Un ringhio minaccioso nacque dal mio petto. “Cosa diavolo ci fai qui?”
“Con una sorella per veggente, quale è Alice, dovresti ormai sapere che nulla è certo nella nostra esistenza da vampiri. Nemmeno che oggi avresti cacciato e ucciso un alce innocente, cogliendola alle spalle mentre placava la sua sete.” Rispose, spezzando un piccolo ramo dell’albero.
Sbuffai, guardandolo torva. “Sì, certo, perché tu ti nutri di aria e fiori selvatici.”
La punta di ironia nel mio tono lo spinse a sorridere fragorosamente. Ma scelsi di ignorarlo del tutto, e andare altrove, il più lontano possibile da lui. Cominciai a correre, lasciandolo proprio lì sull’albero.
Mi fermai solo quando percepii il battito pulsante del cuore di un altro alce. Ad occhio e croce, dovemo essermi allontanata di almeno dieci metri, quindi stavolta nessuno mi avrebbe interro-
“Sai qual è il tuo errore?” Ecco, mi aveva nuovamente raggiunta. Probabilmente aveva viaggiato da un albero all'altro, poiché quando sollevai lo sguardo lo trovai appollaiato su un ramo. Era il vampiro più veloce del nostro clan, eppure ogni volta tendevo a dimenticarlo. Non aspettò una risposta da parte mia, soprattutto perché sapeva non sarebbe arrivata - a parte insulti, chiaramente. “Ti concentri troppo sull’odore del sangue.”
“Ah, dimenticavo che la tua tecnica di caccia prevede di concentrarsi sulla lunghezza e mordibezza del pelo.” Biascicai in evidente tonalità ironica, che lo divertì particolarmente. Dovevo cominciare a smetterla di rispondere alle sue provocazioni. Erano decenni che il rapporto tra me ed Edward proseguiva in quel modo, e nessuno dei due perdeva occasione per punzecchiare l’altro. Probabilmente i nostri battibecchi erano addirittura più importanti della caccia stessa. Difatti la mia concentrazione si spostò totalmente, passando dalla necessità di placare la mia sete, a quella di trovare un modo per mettere a tacere per sempre la bocca di Edward.
Mi voltai di scatto, incontrando i suoi occhi dorati. “Che. Cosa. Vuoi.” Ringhiai, compitando la frase.
Edward scese dall’albero, e in uno scatto mi fu accanto. “Alice sostiene che oggi berrai il sangue di un alce avvelenata, e il mio compito è quello di soccorrerti quando cadrai svenuta ai miei piedi.” Assunse quasi un tono sensuale, che non sortiva alcun effetto su di me.
“So badare a me stessa.” Risposi, acida.
“In ogni caso, non penserai che voglia perdermi lo spettacolo: vederti cadere avvelenata sarà un vero spasso.”
“Edward, sono morta da decenni... non ho bisogno di una balia. Quindi te lo ripeto gentilmente: torna a casa.” E mi voltai, benché sapessi che quella sarebbe stata la prima di una lunga serie di minacce ed avvertimenti. Mi diressi verso il folto della foresta.
“Lo so cosa stai pensando.” Mormorò lui, seguendomi.
Sospirai pesantemente: stava mettendo a dura prova il mio livello di sopportazione. “Credevo di essere l’unica immune al tuo potere di leggere nel pensiero altrui.”
Ignorò la mia battuta. “Non è difficile leggerti. L’importante è concentrarsi sul colore dei tuoi occhi, e sull’inclinazione della tua bocca.” Spiegò ostentando un tono solenne e pienamente convinto.
“Oh, ma che genio: concentrarsi sul colore degli occhi. Non ho mai sentito nulla di più stupido in tutta la mia esistenza immortale.” L’umore dei vampiri era strettamente connesso al colore degli occhi. Seguivamo un tipo di dieta ‘vegetariana’ - come soleva definirla Carlisle, il capo del nostro clan di Forks -, pertanto la nostra alimentazione si basava sul sangue di animali, anziché quello degli esseri umani. Nonostante ciò, continuavano a susseguirsi stupide leggende su di noi... ormai dal Medioevo. Ah, stupidi umani.
Quando l’arsura ci colpiva con i suoi istinti di sopravvivenza, lo sguardo diveniva inevitabilmente nero come la pece. Mentre l’oro liquido era segno di uno stato di tranquillità e sazietà. Nel mio caso, in presenza di Edward Cullen, gli occhi bruciavano di un rosso cremisi ed incandescente, pronto a lanciare zampilli di fuoco e vederlo bruciare vivo davanti a me.
Edward mi studiò per diversi secondi, portandosi una mano tra i capelli bronzei. “Per esempio in questo momento hai l’angolo della bocca destra rivolto verso l’alto: ciò significa che stai pensando a come organizzare la mia morte.” Sospirò, con un sorriso sghembo.
A quel punto mi aveva incuriosita. “E l’angolo sinistro cosa significa?”
Scrollò le spalle. “Nel caso sollevassi quello sinistro...” Indugiò, parve pensarci su un secondo, nascondendo entrambe le mani dietro la schiena. “Significa che stai cercando una via più semplifice per dire a Rosalie e ad Alice che hai rovinato il vestito che ti hanno regalato per il tuo duecentesimo compleanno.” Non mi resi conto di ciò che accadde finché non avvertii una fastidiosa sensazione di appiccicaticcio dal collo alle braccia. Quando abbassai lo sguardo per capirne il motivo, era troppo tardi: Edward mi aveva lanciato addosso del terreno umido, sporcandomi del tutto.
Sentii la rabbia crescermi nel petto. Quella fu la scintilla che provocò l'esplosione. “Edward Cullen, sei il vampiro più odioso di tutta Forks!” Ringhiai con tutto il fiato che avevo in gola, mentre Edward saettava divertito tra gli alberi con la sua velocità. “Torna subito qui!”
Mi lanciai al suo inseguimento, malgrado non fossi dotata della sua capacità di corsa. Ad un tratto... fui distratta da un’odore estremamente delizioso e appetitoso. Arrestai il passo, e rimasi completamente immobile. Dovetti scacciar via dalla mia mente ogni sorta di pensiero prima di rendermi conto che non si trattava di un animale come tutti gli altri. O perlomeno l’odore di cannella e assenzio suggerivano che doveva essere un essere molto speciale. Aguzzai lo sguardo, mentre l’olfatto sviluppato mi spingeva a voltarmi alla mia destra. Circospetta mi guardai intorno, fino a quando non scorsi la sagoma di un alce appena nascosta dietro il tronco spesso di un albero. Non avrei lasciato che Edward mi interrompesse ancora una volta, perciò tesi le orecchie in ascolto: ma no, nessuna traccia del rumore dei suoi passi... fortunatamente. Aspettai che l’alce chinasse il capo su un cespuglio, poi lo colsi di sorpresa e lo attaccai. L’istinto del vampiro e l’arsura furono così potenti che in meno di un secondo i miei denti affondarono in quel collo peloso e mi inebriai della dolce e sublime fragranza del suo sangue.
Caldo, zuccherino, squisito. Fu il pasto più sublime che avessi mai fatto.
Mi bastò un solo sorso e il senso di sazietà si associò a quello di completezza e appagamento.
“Questa proprio non ci voleva.” Edward comparve alle mie spalle, facendomi sussultare. Mi guardava con uno sguardo di inusitata preoccupazione che non gli avevo mai visto in volto – o perlomeno mai rivolto a me.
Mi ripulii la bocca dai residui del sangue dell’alce. “Che cosa stai borbottando?”
Edward sollevò un braccio per indicare l’alce che ora giaceva sul terreno, inerte. “E’ proprio il punto in cui Alice ha detto che avresti perso momentaneamente coscienza.”
Roteai gli occhi al cielo. “In tutta la vita da immortale, non hai imparato che le visioni di Alice sono-“
Non portai a termine la frase, perché ogni cosa cominciò a girare velocemente, troppo velocemente. Mi sentivo al centro di un vortice potente, e avvertii quel senso di nausea che non provavo da quando ero diventata un vampiro.
Barcollai in avanti, le ginocchia non riuscivano a tenermi in piedi.
Poi... davanti a me ci fu solo il buio.


“Ma come hai potuto lasciare che accadesse una cosa simile!” Ero ancora nello stato tra la coscienza e l'incoscienza, e tutto mi arrivava come un'eco fastidioso ed estremamente forte.
Sentii uno sbuffo, esasperato. “Alice, io ho eseguito esattamente i tuoi ordini: distogliere l’attenzione di Bella dall’alce che si stava abbeverando al fiume, e fare in modo che mi inseguisse nel bosco fino alla radura.”
“Non intendevo questo.” Rispose Alice. Lentamente aprii gli occhi, sapevo che ero distesa su qualcosa di morbido e caldo, probabilmente un divano. La testa ancora mi pulsava e sentivo il torpore alle gambe, come se mi fossi appena svegliata - il che era del tutto impossibile, dal momento che i vampiri non dormono mai.
“Ma i vampiri possono svenire?” Domandò Emmett, la sua voce possente l’avrei riconosciuta da un miglio di distanza.
“Ora abbiamo un problema più grave da risolvere.” Replicò Rosalie, poi si rivolse a me. “Bella, come ti senti?”
Le palpebre si aprivano e chiudevano velocemente. Era come se stessi guardando all’interno di un caleidoscopio: le immagini mi arrivavano a frammenti sfocati, e si susseguivano velocemente.
Riuscii a parlare in un susssurro, la voce mi uscì ovattata. Era la stessa sensazione che avevo provato più volte dopo una lunga notte di sonno, durante la mia esistenza da essere umano. “Bene, almeno credo.” Mi sollevai a sedere sul divano, massaggiandomi le tempie con le mani. “Cos’è successo?”
La risata argentina di Alice non prometteva nulla di buono. “Nulla, hai semplicemente bevuto il sangue di un alce particolare.”
“Avverto in te uno stato costante di tensione e confusione, Bella.” Mi informò Jasper, il vampiro dotato di una sofisticata dote empatica nel nostro clan a Forks.
“Non c’è tempo per questo.” Si intromise Rosalie. “Sei consapevole delle conseguenze, Bella?”
“Conseguenze?” Ribattei, ancora incapace di distinguere in modo nitido i contorni delle voci.
“Hai rovinato il vestito che ti abbiamo regalato per il tuo duecentesimo compleanno.” Sbottò, irritata. La bellezza mozzafiato del suo viso, incorniciato da lunghi capelli dorati, non si addiceva affatto alla smorfia di rabbia.
In quel momento ricordai tutto ciò che era accaduto, e la rabbia divampò dentro di me come un fuoco che arde di bruciare. Con lo sguardo andai in cerca del responsabile di quel danno.
“Bella, ti prego calmati: mi stai uccidendo.” Mormorò Jasper, in tono querulo. Percepiva benissimo il sentimento di quell’istante, e sapeva bene che di lì a poco mi sarei vendicata su-
Posai gli occhi in quelli dorati di Edward. Non mi ero mai accorta di quanto fossero belli e caldi. Il suo volto marmoreo risplendeva di una luce magnifica, ed i lineamenti del suo viso erano così perfetti e morbidi che sentii l’impulso di...
Lentamente balzai in piedi. Poca importanza avevano gli sguardi sbigottiti che mi rivolsero tutti i presenti. Poca importanza aveva ciò che era successo nel bosco - chissà quanto tempo prima.
Perché la bellezza di Edward bastò a farmi dimenticare tutto. Così, in un soffio, era come se non fosse accaduto nulla. Mi avvicinai a lui, allungando una mano per sfiorargli il viso liscio come il marmo. Quando lo toccai con la delicatezza che si riserva ad una scultura fragile e preziosa, sentii una scarica elettrica attraversarmi la schiena. Un’emozione intensa, forte, mai provata in cent’anni di immortalità.
Edward inarcò un sopracciglio, afferrandomi la mano per allontanarla dal suo viso. “Bella, ti senti bene?”
Dietro le spalle mi arrivò la risata divertita di Alice, ma non vi badai. Mi concentrai sul viso di Edward, registrandone ogni singolo dettaglio: dalle sopracciglia folte e precise, alle labbra rosse e carnose (terribilmente invitanti); dalle orecchie coperte appena dai capelli bronzei e morbidi come la seta, al naso perfetto.
Lui era semplicemente perfetto.
“Sei... sei bellissimo.” Sussurrai.
Edward aggrottò la fronte guardandomi perplesso. “Cosa?”



Edited by Lady Alexandra - 11/8/2009, 23:37
 
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CAT_IMG Posted on 11/8/2009, 22:37Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/12/2009, 00:22


Wow! Abbiamo una Bella cattivella qui???? Molto bene, Luisina! la tua fic si preannuncia lodevole! Mi piace il tuo stile. Scorre bene nonostante la scrittura importante.
Mi è sembrato di essere lì, in quel bosco frammisto di odori, con Edward alle calcagna...e quell'alce appetitoso che si abbevera al fiume. Ho sentito l'onda dell'odore attraverso il naso di Bella e questa è una cosa grandiosa. Vuol dire che sei riuscita a dare all'immagine scritta un tocco di magia che la rende visivamente viva.
Stupenda la scena dello svenimento...e del risveglio....ora mi ha messo addosso una curiosità da gatta...
E poi Edward così dispettoso è davvero uno spasso!!! Sembrano due bambini che giocano a tirarsi l'acqua nel fiume e poi da grandi finiranno col farci l'amore.
Aspetto il prossimo capitolo!
Complimenti!
Ps: Dimenticavo: apri un altra discussione con dentro scritto Comin Soon. Mi serve per ospitare la cover...
 
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CAT_IMG Posted on 12/8/2009, 11:20Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/11/2009, 14:57


Perfetta esposizione, Luisina. Questa storia si preannuncia intrigante!
Avrei preferito che Bella si nutrisse di puma piuttosto che di alci...il loro sangue è un capolavoro di freschezza e di erotismo. Sarà perchè il loro pelo è nero come la notte e le loro zanne bianche come la luna.
Sarà per l'eleganza delle movenze.
Qui i personaggi sono accattivanti.
Litigano da secoli e si contendono le regole. Ma forse il loro cuore morto ha in serbo qualche sorpresa.
E Alice ne sarà il battito.
Edward Cullen
 
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CAT_IMG Posted on 12/8/2009, 17:35Quote

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ho appena finito di leggere ,che dire complimenti per la storia !
Edward e Bella vicini ma allo stesso tempo in conflitto tra loro!Mi è piaciuto il pezzo finale ,certo che mi hai messo un bel pò di curiosità adesso ,spero di leggere il tuo prossimo capitolo presto in modo da capire cosa e successo alla povera bella che dall'odio profondo e passata a l' amore per Edward e poi voglio sapere cosa ne pensa Edward di questo cambiamento improvviso mi sa che mi divertirò un bel pò a leggere la tua fanfiction!

 
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CAT_IMG Posted on 12/8/2009, 20:00Quote

Junior Member

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 19:55


Grazie ragazze!
La ficci consta di 9 capitoli e sono tutti già pronti *_*
Ditemi voi quando devo postare: uno ogni 2 giorni va bene???

Ah, per Lady Alexandra: ho aperto la nuova discussione con "Coming Soon" , spero di aver fatto bene il procedimento hihihi
Bacioneeeee

Edited by Lady Alexandra - 12/8/2009, 21:05
 
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CAT_IMG Posted on 12/8/2009, 20:29Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 22:09


Bellissima questa fic *___*
Felice di rileggerla ^^
 
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CAT_IMG Posted on 13/8/2009, 21:55Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 19:55


CAPITOLO DUE


“Sei... sei bellissimo.” Sussurrò Bella.
Le rivolsi un’occhiata sbigottita. “Cosa?” Pensai subito che si trattava di un’altro dei suoi soliti scherzi, oramai il nostro rapporto era conosciuto a tutti i membri del nostro clan, e lo definivano come una perenne tormenta burrascosa, ben lungi dal voler arenare alle rive di un’oasi di pace. Da decenni oramai le liti tra me e Bella erano all’ordine del giorno, come le sue risposte acide ed isteriche. Non sapevo esattamente quando e come erano cominciati i nostri accesi battibecchi, lo ignoravo del tutto. Però... si era sempre rivelato appagante rivolgerle una battuta spiritosa e riceverne un’altra in cambio, con altrettanta enfasi. E di certo non perdevo occasione per cogliere al volo tutte le situazioni che mi mettevano in condizione di infastidirla. Difatti avevo sfruttato senza indugio l’ordine di mia sorella Alice, e avevo raggiunto Bella durante la caccia.
“Mi è sempre piaciuto il modo in qui mi fissi, Edward.” Aggiunse d’un tratto. “E’ come se il buio svanisse in un soffio, ed esistesse soltanto il sole davanti ai miei occhi.”
A quel punto non avevo bisogno di ulteriori conferme: stava mettendo in atto qualche piano per vendicarsi di quanto accaduto nel bosco poco prima. Era una tattica.
Ridacchiai tra me. “Sta’ attenta: la troppa vicinanza al sole ha degli effetti collaterali molto gravi, potresti trasformarti in un pipistrello.”
Uno, due, tre secondi... silenzio. Da parte sua solo silenzio.
Mi arrivarono i pensieri increduli dei miei fratelli adottivi: Bella che non si indisponeva per una mia battuta era un evento... nuovo.
Eppure... il suo sguardo era cambiato completamente: non vi era più quella traccia ostile che vi scorgevo ogni volta che la punzecchiavo. E il tono della sua voce era divenuto improvvisamente suadente e melodioso.
Fece due passi verso di me. “In questo momento desidero stringerti forte.”
“Ah no, questa settimana tocca a me minacciarti con le catene alla gola.” Ribattei, sarcastico. Ma lei sembrava impassibile alle mie provocazioni, e continuava a mantenere un’espressione neutra.
“Bella, hai capito cosa ho appena detto?” Inarcai un sopracciglio. "Preferisci la corda?"
Lei scosse lievemente il capo in un segno affermativo, gli occhi puntati su di me come in uno stato di trance. Non batteva più nemmeno le ciglia, benché noi vampiri non ne avessimo effettivo bisogno.
“Che aspetti a rispondere?” La incalzai.
Indugiò. “Dimmi cosa vorresti sentirti dire, ed io te lo dirò.” Ostentò una serietà in volto che mi turbò del tutto. Poi la vidi sollevare un braccio verso di me, seguito da due passi in avanti: voleva sfiorarmi.
Raggiunsi fulmineo il tavolo in soggiorno, nascondendomici dietro, ma Bella in uno scatto fu subito di fronte a me. Era totalmente impazzita, cambiata da un secondo all’altro. Un attimo prima l’avevo soccorsa trasportandola in braccio dal bosco fino a casa, un secondo dopo blaterava parole senza alcun senso e, cosa ancor più grave, non raccoglieva le mie provocazioni. Decisamente c’era qualcosa che non andava.
Nascosi lo sbigottimento dietro una compassata calma volta a farle ritornare il lume della ragione.“Bella, ascolta: c’è qualcosa che non va in te, in questo momento.” Il mio tentativo di persuasione fu accompagnato dalla voce ipnotizzante che contraddistingueva noi vampiri durante la caccia, ma sembrò non sortire alcun effetto su di lei. Dall’altra parte del tavolo, seguiva a destra e a sinistra i miei spostamenti. Non sapevo come reagire a quel suo comportamento assurdo e nuovo.
“Oh Edward, sono stata così stupidamente cieca in tutti questi anni.” Esordì Bella, congiungendo le mani in segno di preghiera. “Non vedevo perché non volevo vedere. Ma ora ho capito quello che provo per te, e non ho più intenzione di lasciarti andar via...” Appoggiò entrambe le mani sul tavolo di vetro. “... mai più.” Suonava quasi come una minaccia.
Mi lanciò uno sguardo con una luce dorata e brillante negli occhi, una luce che non le avevo mai visto in volto prima di allora. Era come se di fronte a me ci fosse un’altra Bella, una completamente diversa. Era inaccettabile!
“Io... cucinerò ciambelle per te!” Esclamò entusiasta d’un tratto, di fronte al mio costante silenzio.
Assottigliai gli occhi, scettico. “Bella, i vampiri non si nutrono di cibo umano.”
“Già, hai ragione.”Si portò un dito al mento, storcendo il naso in una smorfia. Ma l’entusiasmo non l’abbandonò, e proseguì con occhi spalancati. “Allora... ti cucinerò un alce. Femmina, perché i maschi hanno le corna frastagliate e ti infastidiscono.”
Eh? Chi l’aveva messa al corrente di questo dettaglio? Nessuno conosceva i miei gusti in fatto di caccia, soprattutto perché ero un tipo solitario e preferivo andarci da solo – tranne nei momenti in cui mi divertivo ad inseguire Bella a sua insaputa, chiaramente.
“Come fai a saperlo?”
“Ti ho sempre seguito di nascosto durante la caccia, conosco alla perfezione tutti i tuoi gusti.” Replicò, con una sincerità inaudita.
Ma quello che mi lasciò sbigottito era sapere che... anche lei mi inseguiva. Ero senza parole.
Scacciai subito quel pensiero: la situazione stava diventando alquanto difficile da gestire. La Bella che conoscevo io era scontrosa, acida, e si arrabbiava per qualsiasi cosa – solo se ero io a provocarla, logicamente. Ma in quel momento, ogni mia parola sembrava dissolversi nel nulla.
La risata fragorosa di Emmett mi riscosse da quei pensieri; quando mi voltai di scatto a destra mi ricordai che erano presenti degli spettatori indesiderati in quel momento: sulla porta del soggiorno i miei fratelli si stavano godendo lo spettacolo con irritante esultanza.
“Bella, ma cosa hai bevuto?” Sogghignò Emmett, il fratello che non avrebbe perso occasione per trasformare una catastrofe – sì, era una catastrofe! – in un evento scherzoso; dai suoi pensieri mi arrivava limpido il vivo divertimento in quella situazione. “Non è che per caso hai ingerito qualche sostanza stupefacente o allucinogena?”
Impiegai più del lecito a metabolizzare le sue parole: bevuto. Quando poi notai che non riuscivo a sondare la mente di Alice, la sorella malefica, un’intuizione arrivò repentina come un fulmine a ciel sereno. Mi fu subito chiaro il motivo per il quale Alice aveva insistito affinché raggiungessi Bella durante la sua caccia: indubbiamente aveva architettato tutto.
“Alice!” Ringhiai con tutto il fiato che avevo in gola. Mia sorella si trattenne dal rispondere, ma nella sua mente vorticava un pensiero ben preciso: siero della verità.
“Alice, ma che diavolo hai combinato stavolta? Le hai iniettato il siero della verità?”
Bella ebbe un sussulto. “Oh no, Edward. Io non oserei mai mentirti, te lo giuro sulla mia immortalità. Devi-devi credermi. Sono totalmente ed incondizionatamente innamorata di te.” Mormorò con un’espressione implorante sul viso diafano. Innamorata di me?
“Basta, non posso più restare in questa stanza.” Sbottò Jasper esasperato; lo vidi portarsi entrambe le mani alle tempie, e vi nascose la testa come autoprotezione. “Bella passa da un’emozione ad un’altra con una velocità indescrivibile: prima confusione, poi innamoramento, poi ancora disperazione.” E si allontanò dal soggiorno quanto bastava per tenersi a debita distanza dalle nostre emozioni.
Ma io continuavo a ripetermi quella frase come se fosse inciso su un nastro: sono incondizionatamente innamorata di te. Fu come trovarsi sull'orlo di un precipizio: il pavimento mancò sotto i piedi. E... no, ignorai quel sentimento. Era evidente che quella che avevo davanti agli occhi non poteva essere Bella, lei non mi avrebbe mai detto una frase simile. Bella mi odiava, mi considerava un vampiro insolente e non perdeva occasione per insultarmi. Dovevo trovare un modo per farla ritornare come prima.
Incontrai nuovamente il suo sguardo dorato, mentre lei non accennava a voler lasciare il tavolo. “Bella, parliamone.”
Le sue labbra si tesero in un sorriso. “Per te qualsiasi cosa.” Salì sul piano con le ginocchia e gattonò fino a quando non fu a qualche spanna dal mio viso, “Io ti sono completamente devota, Edward.”
Emmett scoppiò a ridere. “Questo quadretto è strabiliante, ragazzi. Alice, ho appena deciso che sei un genio, qualunque cosa tu abbia fatto.”
Cominciavo ad irritarmi, e repressi l’impulso di scattare verso mio fratello e tirargli un pungo nella faccia. La loro presenza non faceva altro che peggiorare le cose, ma in quel momento avevo cose ben più gravi per la testa. Esisteva un’unica ed efficace via per risolvere quella situazione: fare arrabbiare Bella. Avevo già un asso nella manica da lanciare.
“Ricordi quella volta in cui hai trovato i tuoi cd musicali preferiti sparpagliati nella tua camera? Ebbene, sono stato io a combinare quel disastro e l’ho fatto per vendicarmi di quando mi hai rigato la macchina nuova con le chiavi.”
Si bloccò di colpo, con gli occhi dorati puntati nei miei. Provai un istintivo moto di sollievo, mi dissi che probabilmente stava ricordando il tutto e-
Cosa?
Perché singhiozava adesso?
Si accasciò a terra, il petto scosso da disperati singulti. “No, non volevo farlo. Ti ho ferito, sono così tremendamente dispiaciuta.” E si coprì il volto con le mani, continuando a sussultare per la disperazione.
Tutto questo era assurdo!
Sei un vampiro morto, lo sai?, pensò Rosalie, un attimo prima di raggiungere Bella per consolarla. Approfittai di quel breve interstizio per lanciare un’occhiata minacciosa a mia sorella Alice, il folletto malefico del nostro clan. Nonché la sola responsabile di quel disastro.“Cos’hai fatto?”
Alzò le mani all’altezza del petto, in un eloquente gesto di difesa. “Perché tiri in ballo sempre me?”
Il ringhio minaccioso che uscì dal petto la indusse a cambiare atteggiamento, e sbuffò contrariata. “Suvvia Edward, vi ho semplicemente dato una mano. Siete due testardi che non vogliono ammettere l’evidenza.” E tra i suoi pensieri affiorò il momento in cui aveva cosparso il cespuglio di un liquido, un attimo prima che l’alce lo mangiasse. Poi estrasse dalle tasche un piccolo contenitore in vetro, e mi mostrò l’etichetta. Con il mio sguardo d’aquila riuscii a leggerne all’istante l’etichetta.
E in un attimo mi fiondai su di lei, puntandole un dito contro minaccioso.“Tu hai fatto bere ad un alce il siero della verità? E’ una cosa assolutamente folle!” Ringhiai, nonostante sapessi che le mie parole non dicevano nulla di nuovo: Alice era la follia per antonomasia, e gli eventi bizzarri avevano sempre il suo zampino. Alla fine sospirai, rassegnato. “Quanto dura l’effetto?”
Lei si portò un dito al mento, fingendo di pensarci – il che era improbabile, dato che tra i suoi pensieri vi era ben altro. “Fino a mezzanotte.” Sentenziò infine, con un sorriso estatico.
D’istinto guardai l’orologio, ma sapevo benissimo che l’alba era sorta da appena poche ore. “Mi stai dicendo che Bella resterà in quelle condizioni per più di dodici ore?”
“Perché le cose belle devono durare sempre a mezzanotte?” S’intromise Emmett.
Lo ignorammo.“Devi trovare un modo per far sparire l’effetto prima del tempo.” Sbottai verso mia sorella.
Quest’ultima scrollò le spalle, disinvolta. “Mi dispiace, non esiste un altro modo.”
“Aspettate un secondo: quindi qualsiasi cosa verrà chiesta a Bella, lei risponderà solo con la verità?”
Alice rispose con un compiaciuto entusiasmo alla domanda di Emmett. “Precisamente.”
Non riuscii a fermare l’intento di Emmett. “Bella, dimmi una cosa: perché Rosalie ultimamente è così carina nei miei confronti?”
“Vuole che tu le compri le scarpe rosa pallido che ha visto nella vetrina di D&G.” Rispose Bella, senza indugio.
Rosalie guardò truce il suo compagno. “Questa me la paghi, Emmett.”
Ma Emmett la ignorò e proseguì con un’altra domanda. “Ed ora dimmi: ho mai fatto cilecca con Rosalie?” Domandò, oscillando velocemente le sopracciglia.
Bella fece per parlare, ma Rose gliela coprì con entrambe le mani. “Smettila, scimmione!”
“Andiamo ragazze, volevo solo divertirmi un po’.”
“Il siero è per Edward e Bella.” Lo rimproverò Alice, poi si rivolse a me con fare minaccioso. “Cosa aspetti a rivelarle i tuoi sentimenti, Edward? Bella ha appena detto di essere innamorata di te. Ed io lo so che è così anche per te, lo sappiamo tutti ormai.”
Innamorato di Bella?
Mi voltai per guardarla: era ancora accasciata per terra, e mi guardava in attesa di una risposta da parte mia. Ancora una volta, da quando aveva ripreso coscienza, notai un luccichio dorato nei suoi occhi che mai vi avevo intravisto. Era così profondo ed intenso che sembrava mi stesse leggendo dentro, e... mi provocò un improvviso senso di disagio.
Abbassai lo sguardo e scossi la testa. “No.” Sussurrai flebile. Mi sorpresi quando mi resi conto che stavo serrando i pugni con tutta la forza che avevo.
Sentii Bella singhiozzare disperata. “Non mi vuole.” E cercò conforto nel petto di Rosalie.
Mia sorella tentò di consolarla con ogni mezzo e parola, ma Bella sembrava non voler sentire ragioni. E continuava a ripetere una sola frase...‘Edward non mi vuole.’
Era la prima volta che la vedevo in quello stato, e non sapevo nemmeno come comportarmi. Quasi sentii un’inesplicabile ondata di rabbia e frustrazione, e strinsi i denti per arginare un minimo di collera. Ma era evidente che non sarebbe di certo bastato.
Alice captò il mio disagio. “Che aspetti a dirglielo? Sono anni che vi stuzzicate a vicenda. A nessuno della famiglia è sfuggito cosa provate l’uno per l’altra. Bella, bevendo il sangue dell’alce, ha assunto il siero della verità. E di certo quella sostanza non può sbagliare, è come una pozione magica: tutto quello che dice non può che essere vero.”
Jasper ci fu di nuovo accanto, presumibilmente stava riuscendo a domare tutte le emozioni. “Ha ragione Alice. Io riesco a percepire il suo tormento interiore, e ti assicuro che non ho mai avvertito un sentimento così forte ed intenso come quello che Bella sta provando ora. E’ sempre stata innamorata di te, ma lo nega a se stessa respingendolo nella prigione della sua mente. Il siero l’ha fatta esplodere, e il suo amore nei tuoi confronti è scoppiato come un’incendio prorompente. E percepisco che tu stai reprimendo i tuoi sentimenti.” Concluse Jasper.
Io rimasi nel più assoluto mutismo, continuando a tenere gli occhi fissi su Bella, lì sul pavimento. Mi sentivo un verme, perché sapevo che era in quella posizione a causa mia. Aveva sempre risposto in modo acido alle mie battute, ai miei punzecchiamenti. Pensavo di aver imparato a conoscerla bene in tutti quegli anni di convivenza nello stesso clan a Forks, e avrei sfidato chiunque: nessuno sapeva prevedere, quanto me, le sue risposte.
Invece... stavolta mi aveva colto completamente di sorpresa. E l’avevo ferita.
No, non poteva essere innamorata di me. Ed io nemmeno. Mia sorella si sbagliava, e presto tutto sarebbe tornato alla normalità. Alice aveva asserito che il siero avrebbe avuto effetto fino a mezzanote. Bene, sarei rimasto lontano da Bella fino a quel tempo. C’era un posto dove ero solito andare per stare in solitudine, un luogo dove ero certo nessuno mi avrebbe disturbato: Denali.
Dove credi di andare? Non puoi scappare, devi affrontare la situazione e dirle che l’ami quanto lei ama te. Mi rimproverò Alice, scrutando nel mio futuro.
Ignorai il rimprovero silenzioso di mia sorella veggente, e mi ripetei che presto sarebbe tornato tutto alla normalit, che il siero sarebbe svanito. Perché non riuscivo ad accettare che Bella dicesse...
Scossi la testa: sì, sarei rimasto a Denali fino a quando sarebbe scattata la mezzanotte, al mio rientro avrei ritrovato la Bella acida e scontrosa che conoscevo da decenni.
O perlomeno... lo speravo.




GRAZIE PER I MERAVIGLIOSI COMMENTI *_*
SONO FELICE CHE IL PRIMO CAPPY VI SIA PIACIUTO.
SPERO CHE IL SECONDO NON VI DELUDA.
BACIONEEEEEE
 
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CAT_IMG Posted on 14/8/2009, 08:49Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/12/2009, 17:54


Luisina ma questa storia è strepitosa!
Hai avuto un'idea geniale...
Mi piace tantissimo...
 
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CAT_IMG Posted on 14/8/2009, 09:38Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/12/2009, 00:22


Che cariniiiiiiiiii!!! Bella che piange e dichiara il suo amore a Edward e lui che si rifiuta di ammettere che l'ama alla follia!!!
Voglio tanti baci, Luisina...mi raccomando!!! Questi due, lo sento, sprizzano scintille!!!
Ora...vedo di tornare seria e scriverti un commento decente...
Un attimo per la pausa caffè!
 
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CAT_IMG Posted on 14/8/2009, 21:04Quote

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Che capitolo spassoso ,mi sono divertita tanto a leggerlo ! Complimenti hai davvero un ottima scrittura ,mi piace la storia ,poveri ragazzi messi alle strette dalla cara Alice ! Chi sa se adesso Edward al ritorno troverà Bella ancora in uno stato di ipnosi oppure se Bella lo seguirà nel suo isolamento fino alla mezza ,aspetto con piacere il seguito e grazie per aver postato

 
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CAT_IMG Posted on 14/8/2009, 21:36Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 19:55


NON SO PIù COSA DIRE, SUL SERIO *_*
SONO FELICISSIMA CHE QUESTA FICCI VI PIACCIA.
POSTO IL CAPPY TRE STASERA, POI RITORNO LUNEDì COL 4.
NON MI PERDO IN CHIACCHIERE E VI LASCIO ALLA LETTURA CON LA SEGUENTE PREMESSA: BELLA è SOTTO EFFETTO DEL SIERO, QUINDI I SUOI STATI D'ANIMO ED I SUOI PENSIERI SARANNO COMPLETAMENTE DIVERSI DA QUELLI LETTI NEL PRIMO CAPPY.
BACIONI A TUTTE *_*

____________________



Ero accovacciata sul pavimento, in preda ad un’atroce disperazione che mi stava dilaniando il petto. Rosalie mi era accanto e tentava in ogni modo di consolarmi, ma sapevo che era tutto inutile. Dentro di me si era aperta un senso di vuoto, dettato dal rifiuto di Edward.
Non mi voleva. Ma ciò che mi feriva maggiormente era proprio lo sguardo di compassione e odio che mi aveva rivolto.
Anche se sapevo di meritarlo. Solo in quel momento sentii il dolore per i nostri battibecchi, il rimorso per averlo insultato più volte per il semplice gusto di farlo, nonché il pentimento per tutti quei dispetti infantili. Quando gli rigavo l’auto nuova per vederlo arrabbiato e furioso, o quando nascondevo le scarpe di Alice sotto il suo cuscino per ridere di fronte alla lite tra i due fratelli. Quei ricordi affluirono nella memoria con prepotenza, ed esplosero come un fiume in piena, come un fradello troppo grande da sopportare. Troppo.
“Coraggio Bella, non fare così.” Mi confortò Rosalie, lì accanto a me.
Non la stavo ascoltando, troppo impegnata per autocommiserarmi; alzai lo sguardo per incrociare ancora quello di Edward, senza poterne fare a meno. Un solo istante bastò, e quando incontrai l’oro liquido e caldo dei suoi occhi... qualcosa dentro di me andò in subbuglio. Avevo quasi la sensazione mi stesse leggendo nel profondo dell’anima, e mi sentii improvvisamente a disagio e inadeguata di fronte alla sua bellezza scultorea. Una magnifica statua greca che riluceva in ogni suo singolo centimetro. Ma il suo sguardo di rabbia... mi rattristò.

Edward abbassò gli occhi interrompendo il nostro contatto visivo. “Devo andare.” Sussurrò, poi un secondo dopo sparì dal soggiorno, ed io sprofondai nell’abisso dell’abbandono.
“Idiota!” Ringhiò Alice; della sua voce cristallina era rimasto ben poco. In un balzo si accovacciò sulle ginocchia accanto a me, e mi afferrò per un braccio portandomi in posizione eretta. “Devi fare qualcosa, Bella.” Sibilò, infuriata. “Edward ti ama e aspetta solo un tuo passo.” Nel suo sguardo vi era un’autentica certezza.
Rilasciai un sospiro rassegnato. No, Edward non mi amava affatto.
Il suo sguardo indagatore non avrei mai potuto dimenticarlo, e non sentivo più alcun vigore, alcuna forza. Era come se le fiamme degli inferi mi stessero bruciando proprio lì, in quell’istante. Perché Edward... non mi voleva.
“Alice, Bella sta molto male.” Sussurrò Jasper, percependo il mio stato d’animo attraverso il suo potere da empatico. Gli stavo trasmettendo tutto il mio dolore.
“Fa’ qualcosa, no?” S’intromise Emmett. “Domina le sue emozioni.”
“Ci sto provando, ma Bella respinge le nuvole di serenità che le sto inviando.” Replicò, sembrava quasi offeso.
“Ah beh, la colpa è di Alice il folletto. E’ lei che ha avvelenato l’alce.” Soggiunse Emmett, poi si rivolse a me con un sorriso estatico. “Ehi Bella, ti va una partita a scacchi?”
Jasper lo colpì alla testa con un pugno. “Ma che cosa hai nel cervello? I criceti che girano sulla ruota all’infinito? Non vedi che Bella sta male? Tu non puoi sentire le sue emozioni, ma sono così potenti che mi stanno uccidendo.” Sbottò, profondamente adirato.
Emmett si massaggiò le tempie. “Jazz, non te la prendere, era solo per distrarla un po’. Di solito vince sempre lei a scacchi, almeno stavolta mi rivelava le sue mosse prime di compierle. Per una volta che potevo vincere.” Ostentò delusione con uno sbuffo sonoro. “Scusa Bella, meglio che tu ti occupi di come lanciarti all’inseguimento di mister simpatia.”
“Alice, stavolta l’hai combinata grossa.” Mormorò Rosalie, sedendosi sul divano in soggiorno. “Jazz non riesce nemmeno ad usare il suo potere per alleviare le sue emozioni.”
Mi sentivo così a disagio. Non potevo fare del male anche ai miei fratelli adottivi, la famiglia con la quale avevo condiviso anni e anni di immortalità. Dovevo allontanarmi da loro, ed uscire da quella casa prima che potessi causare altri danni. E soprattutto non volevo che mio fratello soffrisse ancora nel sentirsi impotente con il suo potere di empatico. Se fossi andata nel bosco, la lontananza sarebbe stata minima, e non sarebbe servito a nulla. Avevo bisogno di un luogo molto più distante, dove ero solita andare per sfuggire alla confusione e per rintanarmi nella solitudine: Denali. Lì viveva l’altro clan di vampiri che seguiva la nostra stessa dieta vegetariana, e più volte Tanya mi aveva aiutata e ascoltata. Sì, avevo deciso.
Lo sbuffo improvviso di Alice mi riscosse da quei pensieri. D’istinto sollevai lo sguardo incontrando i suoi occhi dorati. “Non posso crederci! Tu ed Edward siete proprio fatti l’uno per l’altra: anche tu hai intenzione di andare a Denali.” La sua era una certezza piuttosto che una supposizione, perché il mio futuro era oramai segnato.
Però... forse non tutto era perduto!
Se anche Edward era andato a Denali, allora voleva dire che...
Un’improvvisa idea balenò nella mia mente, e mi sentii irrimediabilmente stupida per non averci pensato prima. Alice mi aveva fornito ben due aiuti che avrebbero dissipato ogni dubbio e riparato ad ogni danno: Edward era andato a Denali perché, leggendo nel pensiero di Alice, aveva capito che ci sarei andata anche io. Inoltre, mia sorella veggente aveva asserito che Edward stava aspettando soltanto un mio passo, e che mi amava. Ma certo! Non poteva essere altrimenti!
Avevo lasciato che lo sconforto mi dominasse a tal punto da rendermi cieca completamente. Ma stavolta non avrei rischiato di incorrere nello stesso stupido errore che avevo fatto in tutti quegli anni. No! Stavolta avrei agito. Fissai mia sorella con un lampo di mera determinazione negli occhi. Edward aspettava un mio passo? Bene, allora l’avrei conquistato, e gli avrei dimostrato che tenevo davvero a lui.
Jasper si schiarì la gola, percependo il cambiamento delle mie emozioni. “Alice, credo che Bella voglia dirti qualcosa.”
Lo sguardo di mia sorella fu nel mio. Anche Rosalie ed Emmett mi fissarono incuriositi di conoscere il responso. “Alice, Rose... chiedo il vostro aiuto.”
Calò il silenzio per un attimo, e lo sguardo di Alice divenne estremamente concentrato, segno che stava tentando di scrutare il mio futuro. O meglio, la mia determinazione era così salda che non lasciava adito ad alcun dubbio: la mia decisione era ormai presa.
Le labbra scarlatte di Alice si tesero in un sorriso complice. “Ottima scelta, sorellina.”

_ _ _

Avevo sempre odiato sottopormi alle grinfie di Alice e Rosalie entrando nelle vesti di barbie-manichino, ma quel giorno avevo un motivo ben preciso... uno scopo: conquistare Edward, e fare in modo che conoscesse una parte sensuale e seduttrice di me.
Lui era così bello ed affascinante, e le sue labbra aspettavano solo di essere sfiorate...
Scacciai quei pensieri, concentrandomi sul vestito che Alice e Rosalie mi avevano consigliato: un abito blu lungo sino alle ginocchia, con bretelle sottili sulle spalle. Uscii dalla cabina armadio della camera di Alice, e mi mostrai alla loro vista.
Ci fu uno sguardo incerto, poi un sorriso compiaciuto da parte di entrambe. “Perfetto.” Acconsentì Rosalie entusiasta. “Ora pensiamo ai tuoi capelli.”
“No, Rose: tu pensa alla manicure e pedicure. I capelli sono il mio campo.” Ma Rosalie non avrebbe avuto il tempo di esprimere il suo disappunto, perché Alice aveva già iniziato a legarmi i capelli in un alto chignon ancor prima che la frase fosse stata completata.
Rosalie mi stese un sottile strato di smalto grigio-perlaceo sia sulle unghie dei piedi, che su quelle delle mani. Aveva pensato bene di utilizzarne uno brillante, secondo lei avrei attirato maggiormente l’attenzione di Edward. Un delicato tocco di trucco completò l’opera delle mie due sorelle vampire.
Mi guardai allo specchio, e sorrisi. Ero emozionata e al contempo nervosa. In quel momento, mentre contemplavo la mia figura e pensavo cosa dire ad Edward, desiderai il potere di prevedere il futuro. Almeno avrei potuto sapere in anticipo quale comportamento avrei dovuto adottare con Edward, e soprattutto... quale sarebbe stata la sua reazione.
Alice sospirò quando vide che mi mordicchiavo nervosamente le labbra. “Gli piacerai.”Sussurrò.
“Certo che gli piacerai, come potrebbe essere altrimenti?” Intervenne Rosalie, giocando con la sua folta chioma bionda. E provai invidia anche nei suoi confronti, per la sua bellezza mozzafiato, per il suo portamento elegante, e per il suo atteggiamento sempre impeccabile.
Fui sul punto di rinunciare alla mia impresa: non ero così bella, e certo un po’ di trucco non avrebbe mai cambiato la realtà dei fatti; non avevo doti straordinarie, ero semplicemente una vampira di duecento anni il cui potere era uno scudo psichico. Per anni avevo detto ad Edward che l’odiavo, e come potevo illudermi che sarebbe bastato un po’ di trucco ed un vestito elegante per fargli cambiare idea? A quel punto mi sedetti sulla sponda del letto, afflitta dalla costernazione.
“Oh, no! Non puoi cambiare idea proprio adesso, Bella.” Sbottò Alice adirata, avvertendo che la linea del mio futuro stava prendendo, probabilmente, una piega nettamente diversa.
“Sta rinunciando?” Si accigliò Rosalie. “Perché?”
Rilasciai un sospiro rassegnato, e feci per sciogliermi i capelli. “Non funzionerà. Mi odia, per anni gli ho detto quanto lo odio.” Quanto avrei voluto trovare lo sfogo illusorio nel pianto, e lasciare che le lacrime lenissero il mio dolore. Ma... non potevo farlo, ed era così terribilmente frustrante. “Rinuncio.” E mi stesi sul letto.
“Alice, non ho mai visto Bella comportarsi in questo modo. È cambiata da un secondo ad un altro. Non è che il siero della verità ha qualche grave effetto collaterale?” Domandò Rosalie, lasciandomi perplessa.
“Ma certo che no!” Alice scosse la testa in segno di diniego. “Semplicemente ora Bella ha eliminato tutte le barriere che aveva costruito, ed ora vede davanti a sé esclusivamente la verità.” Decretò Alice, seria in volto.
“E quale sarebbe la verità?”
“Che lei lo ama da anni, è evidente! E che l’odio era una finta parvenza, una maschera per nascondere i suoi sentimenti verso Edward. Ora che il siero è entrato in circolo e scorre dentro di lei, deve solo aspettare che le emozioni si stabilizzino del tutto.” Si concesse una pausa, e sul suo volto angelico si disegnò un ghigno sornione. “Sono anni che aspetto una loro dichiarazione, ed ora che l’abbiamo ad un palmo da noi, non me la farò scappare via!”
Rosalie annuì, sfruttando quella breve pausa per metabolizzare le parole di Alice. “Ma a mezzanotte cosa accadrà?”
Alice esitò. “Non ci avevo pensato, a dir la verità.” Mormorò Alice. “Ci penseremo quando sarà il momento.” Mi afferrò saldamente i polsi costringendomi a guardarla dritto negli occhi. “Ascoltami attentamente: tu andrai a Denali da Edward e lo convincerai che è un perfetto idiota.” Il suo tono era palesemente minaccioso. “Non ti azzardare a tornare qui senza di lui. Edward ti ama e aspetta soltanto una tua mossa, chiaro?”
Mi abbandonai all’oro liquido dei suoi occhi, ma stavolta contemplai anche quelli di Rosalie. Entrambe le mie sorelle sembravano così profondamente convinte dei sentimenti di Edward verso di me. Ma... se si fossero sbagliate? Avrei ottenuto un’altra sconfitta, e non sapevo se sarei riuscita a sopportarla o meno. Abbassai di nuovo lo sguardo, esitante. Forse era il caso di resta-
“Ahh, basta. Io non sopporto più né te, né Edward. Ho sbagliato a rubare il siero della verità al capo della polizia, avrei dovuto chiedere a Shakespeare di darmi lezioni di pozioni d'amore!”
“Hai rubato il siero?” Si accigliò Rosalie. “Pensavo l’avessi comprato!”
“Credi che sia una crema per il corpo formato mignon che si compra in erboristeria?” Replicò ironica. “Ieri sera ho sentito Carlisle parlare con il capo della polizia: dicevano che volevano utilizzare il siero della verità per far confessare un omicidio compiuto da un criminale ricoverato in ospedale. Una volta che il liquido entra in circolo, il siero costringe a dire solo ed esclusivamente la verità. È come parlare al subconscio: tutte le emozioni vengono così come si presentano.”
“Ma non era illegale?” Domandò Rosalie.
Alice fece un vago gesto con la mano. "Viene usato solo in casi di estrema necessità."

Non prestavo minimamente attenzione ai loro discorsi. Le loro voci mi arrivavano come semplici echi lontani, perché nella mia mente continuava a vorticare l’immagine del volto scultoreo di Edward, la sua voce sensuale ed ipnotizzante, i suoi movimenti eleganti quando andava a caccia. O anche... le smorfie deliziose che si disegnavano sul suo volto ogni volta che schiudeva le labbra in un sussurro, in un insulto, in un respiro.
Improvvisamente mi sentii afferrare per i fianchi. “Ehi, mettimi giù!” Mi lamentai quando Alice mi prese con prepotenza sulle spalle.
“Con le buone non lo capisci, quindi utilizzerò le cattive maniere.” Ribatté, infuriata.
Non impiegai molto a capire le intenzioni di Alice: con la velocità vampiresca, saettò dalla finestra della sua camera tenendomi in braccio. Attraversammo fulminee boschi, città periferiche, saltando fiumi e piccoli ruscelli, fino a quando non giungemmo a Denali. Ci fermammo in prossimità di un piccolo parco isolato, nascondendoci dietro dei folti cespugli.
Alice guardò in avanti circospetta, poi sorrise. “Eccolo laggiù.” Indicò con un braccio una panchina. Quando seguii la direzione del suo dito, mi resi conto che Edward era proprio a pochi metri da noi, seduto sulla panchina. Era piegato in avanti, la testa nascosta tra le mani.
Non mi ero accorta che anche Rosalie ci aveva seguite. Mi appoggiò la mano sulla spalla, in tono rassicurante. “Se hai bisogno siamo qui.” E il suo volto si illuminò in un sorriso mozzafiato.
Il sussurro di Alice fu decisivo. “Vai da lui, e fallo ragionare. Ti ama, non avere dubbi.”
Deglutii il groppo alla gola, inspirando ed espirando profondamente – non avrei mai perso quell’abitudine umana, oramai. Uscii dal folto cespuglio lentamente, fino a quando non raggiunsi la panchina.
Cosa gli avrei detto? E se Edward mi avesse mandata via? Non volevo ferirlo, o magari dire parole che l’avrebbero infastidito. Non stavolta.
In tutti quegli anni amavo quando mi rivolgeva la parola, e un insulto da parte sua equivaleva a ricevere un regalo tanto agognato. E quel suo sorriso sghembo che mi scaldava l’anima... era il sole che irradiava le giornate di pioggia perenne a Forks. Avevo registrato ogni suo singolo spostamento, mi ero interessata silenziosamente ad ogni singola cosa che lo riguardava, perché... desideravo conoscere ogni aspetto della sua vita. Non volevo perderne nemmeno un barlume.
Ero innamorata di lui.
Quando fui dietro di lui, mi schiarii la gola. Edward si voltò di scatto, sembrava spaventato.. “Ciao.” Sussurrai, ed il miele dei suoi occhi si sciolse nel mio.
 
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CAT_IMG Posted on 17/8/2009, 18:50Quote

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Il terzo capitolo è stupendo ,meraviglioso ,mi hai fatto ridere un paio di volte ! scene comicissime e anche dolcissime ,il finale strepitoso non mi hai per nulla delusa quindi adesso aspetto il 4 capitolo per sapere cosa succederà

 
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CAT_IMG Posted on 18/8/2009, 08:56Quote

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Scrivi benissimo, Luisina!!! E questa storia è come il miele per le api...decisamente intrigante. Fa venire fame di nuovi capitoli....
Edward è meraviglioso e Bella...bhè...è molto "forte" nel suo ruolo da vampira!

 
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CAT_IMG Posted on 20/8/2009, 19:33Quote

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CIAO A TUTTI!!!
ECCO A VOI, DOPO UN Pò DI ATTESA, IL QUARTO CAPPY!
GRAZIE DI CUORE PER I BELLISSIMI COMMENTI, E SPERO CHE LA STORIA CONTINUI A PIACERVI.
BACIONE, VOSTRA LUISINA


_______________________


Sono incondizionatamente innamorata di te.
Ero infuriato. Avevo vissuto secoli nelle vesti del vampiro immortale, ero riuscito a superare la brama di sangue umano che colpiva tutti i neonati che entravano a far parte della mia specie, avevo trascorso decenni costretto e rinchiuso in una non-esistenza ed ora...
Scoprii i denti affilati in un ringhio disperato e nervoso. Una sola frase, pronunciata in circostanze bizzare e scatenate da mia sorella, era bastata a smuovere qualcosa dentro di me. Qualcosa che pensavo si fosse spento proprio in quei tre giorni in cui avevo subito la trasformazione in vampiro, ed invece... per la prima volta mi sentii scosso. Era come se stessi camminando in bilico su un filo sottile, la precarietà dell’equilibrio minacciava di farmi cadere da un secondo all’altro. Non riuscivo a pensare ad altro che non fossero i suoi occhi dorati, il suo sguardo implorante, i suoi singhiozzi disperati di cui soltanto io ne ero l’artefice. La mia collera stava raggiungendo livelli così alti che sarei esploso da un secondo ad un altro.
Perché? Non era accaduto nulla in fondo, Alice aveva semplicemente architettato un altro dei suoi ennesimi piani malefici a discapito mio e di Bella. Eppure...
“Dannazione!” Esclamai, al limite della sopportazione. Più tentavo di scacciare il volto di Bella dalla mia mente, e più tornava con tutta la sua carica esplosiva e dilaniante.
La situazione era degenerata in appena un’ora o poco più: mi pentii di aver seguito l’ordine di Alice, e di aver raggiunto Bella durante la sua caccia. Avrei dovuto ignorare mia sorella, e capire che il fatto che mi impedisse l’accesso ai suoi pensieri era un modo per nascondermi ciò che stava architettando. Invece, come d’abitudine, l’idea di infastidire Bella e punzecchiarla mi aveva dominato ancora una volta. Era per me una tentazione troppo forte per ignorarla.
Accidenti!
“Ciao.” Ebbi un sussulto, e non mi fu difficile capire chi fosse quando capii che non mi arrivava la voce dei pensieri. Mi voltai di scatto allarmato, con l’assurda speranza che i miei sospetti fossero infondati.
Invece... di nuovo lo sguardo incrociato al suo bastò a destabilizzarmi, e sentii quasi l’eco del battito del cuore accelerato, un ricordo della mia vita umana. Il solo guardare i suoi occhi dorati... mi scatenò un’ondata di brividi elettrici sulle braccia. E ritornava quella frase... sono incondizionatamente innamorata di te.
Repressi quel pensiero, distogliendo lo sguardo dal suo. “Che cosa ci fai qui?” Sibilai, infuriato. “Se sei venuta per continuare con lo stupido scherzo di Alice, allora puoi ritornare da dove sei arrivata.” Dovevo impormi in tutti i modi di allontanarla da me, e soprattutto... di non guardarla.
Si sedette sulla panchina, e la sentii sospirare. Per alcuni secondi calò il silenzio, e la guardai di sottecchi mentre contemplava il bosco davanti a noi. La mia rabbia aumentò soprattutto perché non riuscivo a sentire i suoi pensieri, non riuscivo a leggere nella sua mente. Era stupido il mio comportamento, il mio stato d’animo, perché era tutto uno scherzo e Bella non c’entrava nulla.
Allora... perché starle accanto era molto peggio che restare a digiuno dal sangue per mesi?
Improvvisamente cominciò a sorridere, lo sguardo ancora fisso verso il bosco. Poi si voltò verso di me, e mi sorprese a fissarla.
“Perché ridi?”
“Pensavo a ieri quando ti ho visto cadere nel fiume mentre cercavi di afferrare il tuo pasto.”
Ignorai la sua tenera risata e mi acciglia, adirato.“Mi hai seguito anche ieri?”
Stavolta mi fissò col suo oro liquido caldo, mantenendo il silenzio. Solo allora mi resi conto che si era truccata leggermente, e le sue labbra rilucevano di un rosso lucido e liscio.
Balzai in piedi, raggiungendo il primo albero che incontrai ai margini del folto bosco. Devo starle lontano, non mi importa di lei, continuavo a ripetermi costantemente. Già, non mi importava. Allora perché mi voltai per controllare se fosse dietro di me?
“Sono quassù.” Alzai lo sguardo e la vidi seduta sull’albero.
“Ma che diavolo...” Sembrava ci fossimo invertiti i ruoli: io in basso che le sfuggivo – nonostante i miei desideri fossero discordanti –, lei in alto che mi inseguiva. “Va’ via, Bella.”
No, resta qui con me. E mi diressi sull’albero opposto, saltando da un ramo ad un altro.
“No.” Rispose secca.
Mi fermai, appoggiandomi alla corteccia dell’albero e con lo sguardo andai in cerca di Bella scrutando tra le fronde. “Ti ha detto Alice di venire qui?” Ringhiai; dove accidenti era?
“L’ho deciso io.” Ancora la sua voce dispersa tra gli alberi.
“E allora prendi la decisione di tornartene a casa.”
“Non mi sembra che questa mattina tu sia stato clemente con me.”
“Stamattina le circostanze erano ben diverse.” Non aveva bevuto il siero della verità, e soprattutto rispondeva in tono acido alle mie provocazioni.
La sentii sorridere. “E perché?”
“Perché eri...” Come vorrei che tu fossi. “... normale.”
“E cosa ti fa pensare che io adesso non lo sia?”
Stavo cominciando seriamente a perdere la pazienza, soprattutto perché non riuscivo in alcun modo a trovarla. Sembrava si fosse mimetizzata come un camaleonte tra le foglie. “Intanto potresti iniziare a giocare ad armi pari e venire allo scoperto, così non rischio di slogarmi il collo per cercarti.”
Sentii una folata di vento, e quando mi voltai Bella era proprio sul mio stesso albero. “Bastava chiedere.” Le labbra lucide inclinate in un sorriso di sincera felicità. “E comunque i vampiri non possono rompersi il collo, eventualmente possono staccare la testa a morsi a chi li infastidisce.”
“Ecco, perché non vai ad infastidire Emmett sfidandolo a braccio di ferro? Non vorrai rischiare di ritrovarti i miei denti nel tuo collo.” Sbottai senza pensarci. E la sola immagine di avvicinarmi a lei e sfiorare la sua pelle...
“Tanto vinco sempre io.” Ridacchiò. “Lo sai che mi ha sfidata ad una partita di scacchi poco fa?”
“Mi sarei sorpreso del contrario, dato che Emmett non si lascia sfuggire nessuna occasione.”Salii fino in cima all’albero, finché non mi trovai a circa sessanta metri di altezza, o forse più.
In un attimo Bella mi fu accanto. “Da quanto tempo ci conosciamo?”
Come se non sapesse già la risposta!
Sbuffai, ma la risposta arrivò chiara. “Dal Natale del 1870.” Nascosi lo sbigottimento dietro un tono fermo, eppure... mi sorpresi del fatto che ricordavo bene quel giorno. Era impresso nella mia mente come un marchio di fuoco potente ed incandescente. Bella si era aggiunta alla nostra famiglia dopo aver attraversato la trasformazione in vampira, accolta a braccia aperte da Carlisle e sua moglie Esme, i nostri genitori adottivi. Quando la vidi per la prima volta, rimasi subito impressionato dal suo viso a cuore, e dai lunghi capelli bronzei che le ricadevano morbidi sulle spalle. Era stato allora che... avevo iniziato a prenderla in giro senza nessun motivo. Dal primo giorno che l’avevo incontrata.
Mi ero sempre domandato cosa provasse quando la punzecchiavo o le rivolgevo una battuta poco carina, ma il nostro rapporto era così tormentato che non le avevo mai chiesto direttamente una risposta. Inoltre ero troppo orgoglioso per farlo.
Abbassai lo sguardo e andai in cerca del suo, Bella era appollaiata sull’albero sotto il mio.
Quegli occhi dorati...
Un altro brivido dietro la schiena. Il vestito blu che indossava metteva in risalto la sua pelle candida come un angelo e liscia come seta.
Già, liscia...
Magari potevo approfittare di quell’occasione per capire e per trovare quelle risposte che avevo tanto agognato. Così, per pura e semplice curiosità. Almeno, quando l’effetto del siero sarebbe svanito, mi sarei ritrovato con diversi assi nella manica. E avrei potuto continuare a punzecchiarla all’infinito. Sì, Edward, approfitta.
Per prima cosa avevo bisogno di verificare se il siero della verità stava agendo come avrebbe dovuto. Era pur vero che avevo letto la sua etichetta sul contenitore poco prima, ma con Alice nulla era certo.
Dovevo farle delle domande che in altre occasioni non mi avrebbe mai risposto.
Ostentai un’occhiata diffidente, non distogliendo lo sguardo dal suo. “Mi diresti solo la verità?”
“Sempre.” Rispose senza indugio, con un sorriso da orecchio ad orecchio.
“Hmm...” Arricciai le labbra in un’espressione pensosa. Erano tante le domande che avrei voluto porle, tante le curiosità che mi assillavano notte e giorno da quando avevo scoperto di non leggerle nella mente, ovvero da sempre.
Mantieni la tua compostezza, Edward. “Perché sei qui?”
Dischiuse le labbra lucide in modo sensuale. “Solo per stare accanto a te.” La sua voce era un sussurro flebile e melodioso. Sentivo l’oro liquido dei suoi occhi nei miei, quel suo sguardo continuava a scrutarmi nel profondo dandomi un vigore intenso e vivo. Avvertivo la stessa sensazione di freschezza e libertà che provavo quando correvo a velocità smisurata tra la foresta.
Non sciogliere la tua parete di ghiaccio, non ti importa di lei. “Se ti dicessi che non voglio che tu sia qui, te ne andresti?”
Arrivò proprio la risposta che desideravo sentire, con una convinzione ferrea che bastò a rilassarmi.
“No, ovviamente.” E scosse il capo in diniego, illuminando il volto in un dolce sorriso.“Altra domanda? Sto cominciando a divertirmi.”
Soffocai una risata, puntandole un dito contro.“Ti sei truccata per me?”
Lei si rabbuiò in volto, il suo tono divenne implorante. “Non ti piaccio?”
“No, no... stai... abbastanza bene.” Balbettai, fingendo disinteresse. Avrebbe potuto indossare anche un semplice pezzo di stoffa consunta, ma... ero certo avrebbe mantenuto intatta la sua bellezza. Lo era sempre stata, e questo non sarebbe affatto cambiato.
Mi imposi di allontanare gli occhi dai suoi e mi persi a contemplare gli alberi intorno.
Non guardarla, non ti importa di lei. Dimentica le sue parole, non è vero che ti ama.
Già, non mi amava. Ed io non amavo lei. Noi ci odiavamo, era un dato di fatto, noto all’intera famiglia.
“Ah!” Urlò improvvisamente Bella, facendomi sobbalzare. Non mi resi conto di quello che stava accadendo finché non la vidi precipitare velocemente dall’albero. Mi allarmai, e non persi nemmeno un secondo a fiondarmi in suo aiuto. L’albero era alto almeno una sessantina di metri, e non potevo permettere si facesse del male.
No! Quando arrivai in basso, Bella era distesa sul terreno e teneva gli occhi chiusi.
“Bella!” Esclamai piegandomi sulle ginocchia accanto al suo corpo. Le afferrai le spalle e la strattonai con la forza, disperato, affinché riprendesse i sensi.
Poi, però, mi diedi dello stupido e mi fermai solo quando ricordai qual era la nostra natura.
Lei aprì gli occhi, sorridendo fragorosamente. “Non posso crederci che tu ci sia cascato, Edward.” Si portò una mano allo stomaco, piegandosi in avanti per le risate. “I vampiri non possono morire cadendo dall’albero.”
Scossi la testa mentre la guardavo in preda a convulse ed euforiche risate. Già, lo sapevo benissimo che i vampiri sono immortali, e che l’unico modo per annientarli è ridurli a pezzi bruciandoli vivi.
Ma nell’attimo in cui l’avevo vista cadere dall’albero... avevo avuto paura di perderla.
Dov’è finito il tuo odio, e la tua compostezza?
Già, dov’erano finiti?
Repressi l’impulso di sorridere a mia volta, ma continuai a tenere lo sguardo fisso su di lei. Era così solare, così allegra, così... felice. La passione che aveva in volto non l’avevo mai vista a nessun’altra, prima di quel momento. Conclusi che probabilmente era effetto del siero.
“Allora?” Esordii fingendomi spazientito, quando constatai che avrebbe continuato a ridere senza freno. In realtà avrei voluto che andasse avanti per ore ed ore. Sicuro che non mi sarei mai stancato di vederla così.
“Okay, okay, scusami.” Mormorò, strofinandosi gli occhi con le mani. “Era solo uno scherzo innocente e privo di doppi fini.”
Scossi la testa. “Sei proprio strana, oggi.” L’immagine perenne che avevo di lei era di un viso arrabbiato e corrucciato, ogni volta che osavo rivolgerle la parola. Se questo era il risultato del siero della verità, allora... avrei dovuto ringraziare Alice. Ma che stavo pensando?
Bella tornò a fissarmi. “Hai altre domande?”
Ci pensai su, in realtà ce n’era una in particolare che avrei voluto porgerle in qualsiasi momento, con la piena certezza che non mi sarei mai stancato di sentirla parlare.
Vi fu un attimo di esitazione, probabilmente dovuto al timore di sentire la risposta di qualcosa che finora mi era sempre stato precluso. “Che cosa stai pensando?” Le chiesi, infine.
Inarcò le sopracciglia. “In questo momento, intendi?”
“Sì.” Assentii col capo. “In questo preciso momento.” E per tutta l’eternità.
Assunse un’aria pensierosa, arricciando le labbra in una tenera smorfia. Registrai ogni singolo movimento delle sue ciglia, o anche dei suoi occhi dorati che si guardavano intorno. Poi quel miele caldo fu di nuovo nel mio, in un sorriso che era più luminoso di mille stesse messe insieme. Mi offrì una mano, sussurrando, “Vorrei che tu suonassi Claire de Lune per me.”
Strabuzzai gli occhi, sentendo la terra tremare sotto i piedi.
Quante volte avevo suonato rinchiuso in camera mia il pianoforte, con la segreta speranza che Bella stesse in ascolto? Quante volte avevo desiderato che lei facesse irruzione in camera mia in quei momenti, e mi sorprendesse con le dita sui tasti? Quante volte avrei voluto che lei me lo chiedesse? Troppe, troppe volte.
Alternai lo sguardo tra la sua mano che attendeva di essere stretta alla mia, e al suo sguardo così dolce ed ipnotizzante che mi sentii immobile come una statua di marmo.
Lentamente allungai il braccio verso di lei. Quel tocco morbido e liscio come la seta mi provocò dei brividi sulla schiena e mi sentii avvolto da un’ondata di acqua gelida.
Le rivolsi un lieve sorriso, sussurrando,“Allora andiamo.”
Che mi stava succedendo?
 
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CAT_IMG Posted on 20/8/2009, 20:41Quote

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che capitolo romantico ! Come al solito mi hai lasciato un sorriso sulla faccia ,certe scene sono davvero comiche ,bellissima la fine Edward si sta ammorbidendo chi sa pero cosa accadrà dato che effetto cadrà tra un pò !

 
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33 replies since 11/8/2009, 22:16
 
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