
11° Capitolo. Miles Away (Madonna)
- Quanti anni hai...?
- Diciassette…
-…E da quanto tempo hai diciassette anni…?
- Da un po’…
Cavolo, Rob….non farmi quella voce strascicata, altrimenti combino casini!
Stavamo girando una delle scene madri del film.
Bella aveva scoperto la natura di Edward dopo aver trascorso l’intera nottata su un sito web, a tormentarsi fra click nevrotici, raffigurazioni demoniache e rituali pagani. Giunta a scuola, l’aveva trascinato nel boschetto adiacente all’istituto, gettando lo zaino ai piedi di un albero secolare.
L’atmosfera surreale dell’Oxbow Park, arricchita dal fumo digitale e dalle robuste radici che sgusciavano dal suolo, rendeva al meglio il pathos fra i due protagonisti.
Robert stava dietro di me, mi respirava sulla nuca ed io inalavo il suo maledetto odore, combattuta fra la ragione e l’istinto.
Cos’hai fatto con quella smorfiosa, eh?
Era arrivato in ritardo sul set…e non a causa di un pieno di benzina. Ann gli aveva fatto l’occhiolino, uscendo dalla sua auto come una gallinella che ha finalmente covato l’uovo dei sogni.
I just woke up from a fuzzy dream / Mi sono appena svegliata da un sogno confuso
You never would believe those things that I had seen / non crederesti mai alle cose che ho visto
I looked in the mirror and I saw your face / Guardavo nello specchio e vedevo il tuo viso
You looked right through me, you were miles away / Mi guardavi attraverso, ma eri a miglia di distanza.
Niente rimproveri da parte di Cath, ovvio. Lei aveva promosso la Kendrick già al primo ciack, giudicandola smorfiosa a sufficienza per il personaggio. E a Robert…bhè…a Robert perdonava quasi tutto. Era diventato il suo pupillo ufficiale dopo aver trascorso una settimana di fuoco a combattere contro le teste di legno della Summit che non volevano Pattinson nel ruolo di Edward Cullen.
Alla fine, l’aveva spuntata, assicurando loro che l’avrebbe reso bellissimo e conforme alle prospettive delle teen-agers.
Certo, con un look alla James Dean e un abbigliamento nuovo di zecca…Robert sembrava rinato dalle sue stesse ceneri. E la gattamorta del gruppo non aveva perso tempo a decidere su chi, tra Kellan, Jackson e Falcinelli, meritasse le proprie attenzioni. Persino una donna navigata come Nikki Reed se lo rimirava da lontano mentre Robert, l'impacciato inglese, continuava a far breccia nelle resistenze altrui, alternando le sue insicurezze croniche ad un linguaggio fisico capace di mettere carburante a tutte le mie ossa.
Con lui dietro la schiena, faticavo a mantenere un contegno.
-…Io so cosa sei…- dissi.
Uno stronzo british…ecco cosa sei!
- Dillo…- seguitava lui. La voce, bassa e roca, somigliava ad un colpo di macete. - Ad alta voce. Dillo…!-. La battuta sfumò, restando sospesa alla base della mia nuca, dove la radice dei capelli si rizzava senza contegno.
Terribile.
Lo odio…lo odio!!!! La sua voce è insopportabile!!! Dio mio…perché è così sexy??? Se non la smette di provocarmi, gli strappo le tonsille…!!!
- Un vampiro! - Risposi di getto, con le mie labbra screpolate dal freddo e dal nervoso. Non avrebbero avuto una buona resa sulla pellicola e m’imbarazzava sottoporle al primo piano della telecamera. Sperai che il rossetto attutisse la pellicina rialzata, visto che mi ero mangiata il burro cacao poco prima che la cabrio scassata di Robert facesse capolino sul set.
A quella distanza, il fiato contratto di Catherine, acuiva la mia tensione. Stava esaminando l’evolversi della scena attraverso un piccolo schermo da 10 pollici. E anche Mike guardava in presa diretta, coinvolto dalla performance.
O dal mio patner.
Gli si leggeva in faccia l’antipatia che nutriva. Diventava una mummia quando i nostri personaggi interagivano l’uno accanto all’altra. Solo la barba gli dava un po’ di colore e celava le labbra irritate.
-…Hai paura…? - Fu la battuta seguente.
Si! Mi sto facendo sotto dalla paura!
Adesso dovevo girarmi verso di lui.

Mi costò uno sforzo sovrumano cambiare posizione. L’ansia aveva trasformato i miei nervi in un gomitolo di lana. Fortuna volle che non inciampassi sui piedi. Almeno in quel frangente, Bella doveva mostrarsi meno fifona della sua interprete. -…No…
Lui si avvicinò, giganteggiandomi sopra, e lo vidi incupire i begl’occhi d’oro. Era alto abbastanza da farmi ombra e incutermi timore. - Allora….ponimi la domanda fondamentale…Di cosa ci nutriamo?
Di me! Nutriti di me! Ti dò la mia benedizione!!!
In quel momento, senza volerlo, spostai lo sguardo sulle sue labbra, truccate a sangue dal makeup.
Dannate labbra! Me le ritrovai a due palmi dal naso: belle, perfette, polpose. Ne seguii la traiettoria e deglutii, immaginandoci sopra la mia lingua mentre asportava sensualmente il liquido rosso del machillage. Pregai che la mia fantasia erotica non superasse le barriere del trucco. Se Cath o Mike se ne fossero accorti, sarebbe stata la fine della mia carriera e del mio rapporto sentimentale.
Se poi se ne accorgeva Rob…ancora peggio. Ora che il fantasma in carne di Ann zampettava allegramente per il set, sputtanando a destra e a manca la sua conquista, dovevo mettere un cappio ai miei ormoni. Infondo, il mio compito si limitava alla recitazione.
Niente di più che questo.
Tuttavia, durante il viaggio in mercedes, non avevo fatto altro che mordicchiarmi la bocca pensando e ripensando ai brevi attimi d’intimità fra me e Robert, nella stanza di lui.
Mi sfuggiva qualcosa e il presentimento che fosse qualcosa di grosso m’inquietava.
Lo sentivo. Il profumo di lui sulla mia pelle.
Nelle vene.
Difficilmente avrei potuto annusarlo se i nostri corpi non si fossero allacciati abbastanza a lungo da lasciarne traccia.
Colpa della mia debolezza, di qualche sorsata di whisky e di quel buco nero nella mia memoria.
Gli occhi di Robert mi fissavano. La sua faccia era un muro di ghiaccio, impastata nel cerone e dalle lenti a contatto. Pareva aver perso la sua aria adolescenziale per mutare pelle, come un umano che si prepara dolorosamente a diventare un vampiro immortale.
Il suo sguardo…era strano, obliquo.
Guardava nella mia direzione, incurante dei vari monitor che lo riprendevano da ogni angolatura, quasi fosse sul punto di lanciarsi a morsi sulla boscaglia intera.
Così doveva essere.
Eppure, quello sguardo magnetico, quel fumo che ne appannava i contorni, mi spaventavano.
- Non mi farai del male…- gli sussurrai con un filo di voce.
L’assenza di gravità che s’instaurò fra di noi mi tenne il fiato sospeso, poi Rob mi afferrò il gomito e mi strattonò bruscamente lungo il sentiero in salita.
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Secondo il copione, Edward avrebbe condotto Bella in cima alla montagna per rivelarle il suo aspetto alla luce del sole. Affondammo le scarpe nel terreno, facendo attenzione ad equilibrare il peso del busto con il movimento delle gambe perché le radici della foresta erano umide e il fradiciume delle zolle mettevano a repentaglio l'ending della ripresa. Metà della troupe, Cath inclusa, aveva raccattato lividi durante il montaggio delle attrezzature e i giri d’ispezione ma per ovviare a ulteriori disgrazie si era deciso di costruire una piattaforma di sicurezza.
Gli attori, invece, dovevano muoversi prudentemente su pendii scivolosi mentre l’utilizzo del techorane favoriva le inquadrature ad ampio raggio.
Un capriccio da star, a cui la regista non aveva saputo rinunciare.
Neppure la Summit, il nostro piccolo impero risparmiatore, era stato in grado di dissuaderla. Il film necessitava di una radura simile a quella descritta nel libro e quando Don Baldwin, il nostro locationist ufficiale, era rientrato da Mount Hood, portandosi dietro una marea di rullini con le foto più suggestive del paesaggio, Cath si era trasfigurata dalla gioia. - E' fatta!!! E’ fatta!!!! Questo film sarà una meraviglia!!! Le twilighters impazziranno!!!
I conti senza l’oste non si dovrebbero fare e noi, ahimè, li avevamo fatti.
Una serie di nevicate primaverili avevano obbligato la produzione a cambiar registro. Il tempo stringeva e dopo due settimane di ipotesi e congetture si era presentata l’occasione di girare nell’Olympic Rainforest: quindici chilometri d’erba, costellata da alberi secolari, creste e gole scavate da flussi vulcanici.
Rob ci si era perduto con lo sguardo ed io ero rimasta a osservarlo a distanza, rapita dalla sua capacità di estraniarsi dal mondo. Nel verde e nel blu, l’aspetto sensuale dell’attore spiccava come una pietra preziosa al centro dell'arcobaleno.
Impossibile distogliere la mente da quella meraviglia della natura, in grado di catturare le opalescenze e rifletterle su se stesso.
-AZIONE!!!
Le riprese proseguirono, alla maniera della Hardwiche.
Eravamo sempre sul filo del rasoio. Dovevamo sbrigarci e tra un'angolatura e l'altra, Mike mi raggiungeva, sollazzandomi di complimenti.
- Accidenti...a volte dimentico quanto vali...
- Mh?
- Dicevo...quell'aria terrorizzata mentre gli dicevi che non avevi paura...bhè...per un attimo, ti confesso, che a me è sembrato che ne avessi...
Cacchio...se n'è accorto!!!
- Lui...forse doveva essere meno statico...Una roccia avrebbe mostrato più emozione...!
- Oh, Mike...ma Robert interpreta un vampiro di pietra...dovresti leggerti il libro...! - sbuffai, troncandogli la critica sul nascere. - E'stato perfetto così...! Guarda Cath...è raggiante!
In effetti, la regista camminava avanti e indietro, dando pacche a chiunque e alzando il pollice in segno di vittoria. - That's Ok!!! That's Ok!!! Bravi ragazzi!!!!
- Qualcuno dovrebbe dirle che non sta bene che una donna della sua età...si prenda una cotta per un adolescente...- sibilò viscidamente Mike al mio orecchio. - Magari se gli faccio un discorsetto con le buone...dato che siamo amici...
- Uff, Mike...non rompere con le tue insinuazioni!!! Cath ci tiene a Rob...ma non nella maniera che intendi! La conosci, no? - Avevo alzando di un semitono la voce.
- Adesso lo chiami Rob...siamo in confidenza, eh?
- Rob o Robert ...che differenza vuoi che faccia? - brontolai, piantando i pugni nei tasconi del giubbotto. Mi ero pentita di averlo chiamato sul set. Con lui alle calcagna, che fiutava la direzione dei miei sguardi prima ancora che li posassi su qualcuno in particolare, equivaleva ad essere sorvegliati 24 ore su 24.
Mi mordicchiai l'unghia del pollice.
Ann Kendrick si aggirava nei dintorni del set, comparendo e scomparendo ora dietro un dosso, ora dietro una cinepresa, rivolgendo a Robert occhiatine sagaci e ciglia da civetta. Lui, automaticamente, rispondeva di sghembo e a me si scombussolava lo stomaco.
Magari e gli prendesse una paresi!
Diedi una sfogliata nervosa al copione, valutando la profondità dell'esame che Mike stava operando sul mio profilo.
Ci mancava il cane da guardia...che palle!
- Mike, la smetti di fissarmi?-
- Sei bella...che c'è di male....?"
- Mi distrai.
Nemmeno a farlo apposta, il cellulare gli suonò, facendo vibrare l’apparecchio nel taschino del cappotto. Alzò le spalle, scocciato, e si allontanò.
Ripresi a respirare e ripetei fra me le prossime battute.
La scaletta prevedeva la scena in cui Edward Cullen si mostrava a Bella alla luce del sole ma delle nubi pericolose gironzolavano da qualche ora sulla foresta, mandando a monte lo scenario lussureggiante che avrebbe dovuto predominare nelle prime quattro pagine della sceneggiatura.
- NOOOOOOOOOO!!! L'acqua noooooo!!!!! - urlò Cath all'improvviso, contando le gocce d'acqua che scendevano tra il fogliame. Presto le gocce s'infittirono e un tendone di pioggia coprì la luce. - Che sfiga!!!! Come faremo??? Come faremo!!!!???" E alzava gli occhi al cielo.
Ci portarono dei cappotti di fortuna e le stufette inziarono a lavorare alacremente per riscaldarci. Con la pioggia torrenziale, il freddo ghiacciava persino i tronchi.
Gran brutto guaio. Bisognava girare entro la giornata e non oltre il tramonto. In caso contrario ci saremmo trovati in ritardo sulla tabella di marcia. Il cielo era chiuso e il grigiore della tempesta aveva spento le tinte del paesaggio.
Cath parlò concitatamente col reparto luci e alle 18:00, a dispetto del clima, annunciò che sarebbe stato utilizzato un enorme Babe Light come sole di fortuna.
- Rob, preparati!!! Sbottonati la camicia!!!!
- Ehm....è necessario?
- Fallo per il bene dell'umanità, Pattinson!!! Edward doveva mostrarsi completamente a torso nudo...ed è già un miracolo che tu l'abbia spuntata sul copione originale!!! Quindi...niente storie...spogliati!"
- Non è una buona idea....! Infrangerei i sogni delle ragazzine...A meno che tu non abbia in testa di applicarmi una bella tartaruga digitale...
Battibeccavano tra loro, a distanza ravvicinata, ed io seguii di sottecchi i movimenti delle dita di Rob lungo l'apertura della camicia. - Ti avevo affidato ad un personal trainer...ma tu sei allergico alla palestra più di un nosferatu al sole...Un pò d'esercizio t'avrebbe fatto bene! Comunque...noto che abbiamo buttato giù la pancetta...! Eehhehe...
- Almeno quella...- fece Rob, sganciando l'ultimo bottone.
- Sistemiamo il bavero...
- Non è il caso....! Che c'entra il bavero? Sono già abbastanza nudo...- Percepii della tensione nella voce di Rob.
- Il bavero c'entra! Voglio che ti si veda bene la mascella...- sentenziò Cath, scostando la stoffa nonostante lui la pregasse a denti stretti di non farlo. - Ohhhh! Ucci Ucci! Cos'abbiamo qui....????
- Ti prego, Cath...!
Vidi la regista sgranare gli occhi ed esplodere in un risolino spudorato. - E bravo il nostro casanova in incognito...!!! Ti hanno lasciato il ricordino, eh?
A quella frase, le mie orecchie si tesero. Inquadrai la faccia di Rob. Era paonazzo e stava tentando malamente di coprirsi. - Basterà un pò di fondotinta e non si vedrà...
Venni scossa da un presentimento.
- Fondotinta o no...la telecamera salirà dalla cintura fino al tuo viso…e VOGLIO che dia risalto al collo...alla mascella...quindi tieni il colletto aperto...e le ragazze sverranno dinnanzi alla tua bellezza!!! Non ti ho scelto mica perchè restassi coperto come una monaca...!- Cath chiamò a rapporto la truccatrice, senza smettere di ridere sotto ai baffi. - Caspita che segno...in vita mia ne ho visti pochi così grossi...e rossi...! Wooowww....!!!
- Cath...! - sbottò Rob, quasi esasperato. Abbassava lo sguardo per evitare che gli altri giudicassero le sue guance paonazze.
In preda alla curiosità, superai Mike e mi avvicinai ad entrambi, recitando la parte dell'attrice calma e impassibile. - Rob, che succede? Qualcosa non va?
Lui s'irrigidì non appena gli fui affianco.
- E' che il nostro Rob deve aver trovato una bella gattina...- spiegò la donna, ridacchiando.
Sbattei gli occhi, confusa, e lasciai alla truccatrice il compito di svelare l'ecchimosi sanguigna che si allargava sotto il lobo di un orecchio.
Troppo rossa per essere un livido, troppo recente per essere casuale.
All my dreams they fade away / Tutti i miei sogni svaniscono
I’ll never be the same / Non sarò più la stessa
If you could see me the way you see yourself / Se tu potessi vedermi nel modo in cui vedi te stesso
I can’t pretend to be someone else / Non posso fingere di essere qualcun altro
Dal modo in cui lui cercava di evitarmi intuii quanto fosse sporca anche la sua coscienza.
La mano di Cath teneva scostato il bavero della camicia mentre la ragazza tamponava la spugnetta del fondotinta all'interno dell'involucro. - Coprilo bene...mi raccomando...
E lui piegava di lato la testa, come un reo confesso nelle mani del boia.
Non mi guardò, neppure per sbaglio.
Indietreggiai, colta alla sprovvista dalla sua indifferenza e Mike mi sorprese alle spalle una volta che raggiunsi la piattaforma su cui eravamo prima.
- Ed io che pensavo fosse ancora vergine....!!!
Vergine un corno!
Mi avvolse le braccia in vita ed io mi abbandonai contro il torace di lui, rodendo di rabbia, di nausea. - Non dispiacerti, tesoro...
La sua voce rugosa rimbombò nei miei timpani.- Sei matto, Mike? Perchè dovrebbe dispiacermi????
Cazzo...mi tremava la gola e battevo i denti tra una sillaba e l'altra.
Rob, ti uccido...
- Bhè...ora non avrà per te le stesse attenzioni che aveva quando vi siete conosciuti...
Sta zitto, Mike...ti prego, sta zitto!
- Almeno posso dormire tranquillo...senza temere che gli girino gli ormoni...e ti salti addosso...eeheheheh....Chissà chi è la fortunata donzella...
Mike rincarava la dose e le sue parole ebbero un effetto catastrofico. La gelosia mi salì negli occhi e la bile prese ad eruttare nel mio stomaco, tingendo di verde persone, oggetti e cespugli animati.
Volevo piangere.
La conoscevo bene la fortunata donzella! E sentivo che l'odio nei suoi riguardi montava a dismisura più di quanto montasse il rancore che nutrivo per Robert.
Respira, Kris…Respira…calmati!!!
Avevo il fiato corto e gonfiavo le narici nel tentativo di partorire la mia ansia distruttiva. Con l’immaginazione volai lontano e mi parve di vedere Ann…abbracciata a lui sul sedile della BMW…mentre gli strusciava la bocca dietro l'orecchio e lo sniffava a lungo - Come sei dolce….come sei buono….!!! ...Robert….il mio Robert…mmmhhhh….!
- Dio…quanto ti voglio….- gemeva lui, tra le sue grinfie. - Ti voglio!
- Baciami, Rob....sono tua! Tua!!!
Oddio. La voce di Ann. La voce di Rob. E di nuovo...la voce di Ann. La faccia di Ann.
La MIA voce.
La MIA faccia.
- Baciami....oh...Baciami....!!!!
Robert, invece, implorava: - Fermami, Kris...ti prego...fermami!!! Dimmi di andare via...!!!
- No, mai! Ancora!!! Siii....Ancora!!! Baciami...- mugolavo io, attaccandomi alla sua nuca calda per trascinarlo sul letto.
- Si può sapere che ti prende ? - La domanda di Mike mi portò alla realtà, come lo schiaffo del contadino sulla pelle di una cortigiana.
- Co…sa…? - Mi leccai l'interno della bocca, pensando che la saliva di Rob dovesse trovarsi da qualche parte, sotto la lingua.
- Ci fai o ci sei, Kris?
- Eh…? - Connettevo a singhiozzo.
- Va tutto bene, tesoro…? - Mike si sporse davanti a me, prendendomi il mento fra il pollice e l’indice.
- Tutto ok…tutto ok....- bofonchiai, allontanando il viso dalla sua presa.
- Già…tutto ok. Solita risposta. Solito clichè. - sbuffò lui, irritato.
- Perdonami...oggi sono irrascibile.....
Sto bollendo per un altro, Mike...stammi lontano!
- Fino a quando dovrò perdonarti...?- recriminò lui dolcemente, abbassandosi al livello delle mie ciglia. - Per oggi direi che abbiamo messo in cantiere fin troppe scuse…adesso tocca al sottoscritto...
- Che vuoi dire? - Mi convinsi a guardarlo.
Lui assunse un’espressione bastonata e mi sventolò il suo cellulare. Ero stato attaccato a quell'arnese tutto il pomeriggio. - Chiamata dall'alto...
- Summit?
- Già...! Hai presente quel provino a cui avevo preso parte in Texas?
- Ti hanno preso? Sii????- Il cuore mi stava galoppando dalla gioia.
Mike era un bravo attore. Si meritava una valanga di occasioni e francamente non ci avrebbe cavato un ragno dal buco a seguirmi su ogni set, alimentando le chiacchiere dei gossippari che dipingevano su di lui l’immagine del giovane artista in declino.
- Le probabilità sono ottime ma devo presentarmi ad un secondo take....sai come vanno queste cose...non dire gatto se non ce l’hai nel sacco!
- Ma si...certo…- Risi e lui coccolò il mio volto tra le mani.
Too much of no sound / Troppa assenza di suoni
Uncomfortable silence can be so loud / Uno scomodo silenzio può essere così rumoroso
Those three words are never enough / Queste tre parole non sono mai abbastanza
When it’s long distance love / Quando è un amore a distanza.
- Giurami che farai la brava in mia assenza...
- Giuro!- In quel momento, mi sentivo in grado di poter mantenere ogni promessa. E non m’infastidiva il suo tocco.
- Guarda che mi fido di te...- redarguì.
- Lo so…
Si riempì di commozione mentre adorava l’oggetto del suo amore. Al contrario di me che mi riempivo di vergogna per ciò che avevo immaginato di fare con Rob quando mi trovavo tra le braccia del mio ragazzo.
- Ricordati che ti amo…
- Non potrei scordarmene…
Che risposta sarebbe??? Del tipo: sei la mia patata bollente e mi devo rassegnare?
Lo sguardo di Mike divenne cupo mentre le pupille dribblavano tra me e il gruppetto di gente che sostava a pochi metri di distanza. Cath a capo.
Poi, sorrise spudoratamente, si tuffò sulla mia bocca e mi baciò.
- Non vedo l’ora di tornare, piccola…
- Mike…- La sua barba mi aveva graffiato.
- Buon lavoro…Ti chiamo sull’aereo.
- Ok…buona fortuna…
- Crepi.
Ti tengo d’occhio da lontano! Non sgarrare!.
Il suo pensiero fu così forte da raggiungermi anche quando si allontanò dal set e lo vidi dirigersi all’auto.
Inspirai.
Mi voltai.
E sorpresi Rob a studiami, con le sopracciglia aggrottate e la bocca stretta.
- Le luci sono a posto!!! Si giraaaa!!! Rob, Sali sul quel dosso!!! Kristen resta dove sei!!! Devi contemplarlo da lì!
Questa è bella…devo contemplarlo?
A rabbia fresca, mi risultava difficile.
Non ci accorgemmo che aveva smesso di piovere finchè il sole inondò il set, riscaldando l’erba intorno ai suoi abitanti.
Rob salì sullo sperone di roccia e allargò le braccia per lasciarsi gongolare dalla luce e dai profumi nuovamente ridestati.
A me sembrò che brillasse più del vero Edward Cullen. Il suo pallore, la sua bocca rossa, i suoi capelli bronzati, la sua postura, gli cucivano addosso un’aura meravigliosa.
- Miracolo!!!! Miracolo!!!!! Dio è sceso in terra!!!! – L’entusiasmo di Cath era alle stelle. - Facciamo presto prima che cambi idea!!!! Telecamera 2 e 3, riprendete Rob da ogni angolatura possibile!!!! Telecamera 1, stringi sul suo volto!!!! Di più!!! Voglio i particolari, intesi? Anche quelli irrilevanti!!! Sopracciglia, Occhi, bocca!!! Torace, collo, tutto!!!
Ci muovevamo in simbiosi, come un vero formicaio.
Avevo una battuta sola. – Sei bellissimo…- e la recitai a fior di labbra, ormai a secco di dignità.
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Happy Birthday
- Allora, ragazzi! Al mio via, parte il countdawn!!! – 3 – 2- 1!!!!
Quando scostai la tenda del catering un’ovazione corale m’investì in pieno.
- Happy birthday to you....happy birthday to you...happy birthday to Kristen...happy birthday to youuuu!!!!-
Tra puntini di luce che flashavano ovunque e gli scatti della macchina fotografica di Jackson, restai imbambolata a fissare le facce dei miei compagni, intenti a sgolarsi alla grande per cantarmi una canzone. Taylor launther e Nikki erano arrivati sul set alla chetichella nonostante l’acquazzone avesse reso quasi impraticabile la strada verso L’Olympic Forest e le loro riprese fossero terminate da una settimana.
Apprezzai il loro gesto e mi commossi come una bambina.
- Oh ragazzi…non dovevat- All’improvviso vidi sbucare un ragazzo alto dietro al semicerchio. Trainava un carrello a ruote, con sopra una torta opulenta a cinque strati, sufficiente a sfamare un esercito di trenta persone. Venne accesa la luce d’emergenza e il sorrisetto di Robert divenne l’unica cosa degna di nota. – Sorpresaaaa!!!! Tutta per la nostra splendida diciottenne!!!
- Siamo sicuri che sai guidare quel coso? – ironizzò Kellan intervenendo in suo aiuto.
- Tranquillo, boss. Ho appena preso la patente…- fece lui, fermandosi accanto alla tavolata dopo aver virato di novanta gradi.
- Auguroni, Kiki!!! – Nikki fu la prima ad abbracciarmi. – Sei grande ora…eh???
A lei seguì Cath, che mi stampò un enorme bacione sulla guancia.
Poi il cerchio ruotò e si fecero largo gli altri: Jackson, Ashley, Taylor, alcuni addetti alle macchine, al reparto luci.
Le strette di mano e i sorrisi arrivavano da più parti, causandomi un lieve disorientamento.
Fra le teste scorgevo Robert e Luntz, intenti a sistemare la torta sul ripiano che di solito adoperavamo per pranzare.
- Attento a non farla crollare, smidollato! Non è un pallone da calcio!! Se cade, ti cambio i connotati!!! – esclamava Kellan, terrorizzato dallo scarso senso di equilibrio del collega.
- Dopo la fatica che m’è costata a scarrozzarmela nella mia auto, ti pare che la spiaccichi sul pavimento?- rispose Rob con un risolino sghembo. - Invece di preoccuparti di me, asciugati la bava alla bocca!!! Con tutto ciò che divori a pranzo…non so come fai!!!
- Ehi!!! Ho un bel po’ di muscoli da rimpinzare, io!!! – lo insidiò Kellan, leccandosi i denti con poca eleganza. – E poi…tutta questa panna e tutta questa cioccolata…mmm….sono meglio del sesso!
- Sei un troglodita, Kellan…- mormorò Rob, fintamente rassegnato. - Non c’è niente meglio del sesso… a parte la macarena e le hawaiane…
Scoppiarono a ridere assieme, come due fratelli che avevano girato il mondo in ottanta giorni, richiamando l’attenzione festosa di Cath. – Era proprio ciò che volevo…Ann ha fatto davvero un bel lavoro…ottima scelta, ottimo aspetto…ottimo prezzo...
- Meno male che c’era lei…io non avrei saputo sbrigarmela con quella pasticcera chiacchierona…
- Sapevo di potermi fidare…
Sommersa dallo sciame di auguri che imbottiva il catering, captavo solo qualche battuta frammentaria di Rob e gli sberleffi di Kellan.
You always love me more, miles away / Mi ami sempre di più, da miglia di distanza
I hear it in your voice, we’re miles away / Lo sento nella tua voce, siamo a miglia di distanza
You’re not afraid to tell me, miles away / Non hai paura di dirmi, da miglia di distanza
I guess we’re at our best when we’re miles away / Credo che siamo
migliori quando siamo a miglia di distanza
So far away / Così lontano...
- Auguri, Kristen…
Una voce roca mi fece sussultare.
Conta fino a dieci….respira!!!
- Spero che la sorpresa ti sia piaciuta...- Il sorriso raggiante di Anna Kendrick a stento impedì al mio vulcano interiore di esplodere.
A quale delle due ti riferisci? Alla torta oppure a quell'orrendo segnaccio sulla gola di Robert??? Grrr...!!!
Dovetti trattenermi per non affilare le unghie su quel faccino da gattamorta. Solo a lei poteva venire in mente d'indossare la mini con quel freddo boia. Immaginai che in macchina, Rob si fosse distratto a causa delle sue cosce pallide e delle sue tette. Le aveva più procaci delle mie...per non dire che a seno scarseggiavo.
Mi sorrise ed io ricambiai. - Certo...che mi è piaciuta...
E lui com'è? Fa sesso da Dio oppure è tutto fumo e niente arrosto?
- Ora vado...ci si becca dopo! See you, Kristen!!! - E filò nella ressa, assieme alla sua manina svolazzante e alle sue curve generose.
STRONZA!
La presenza di Nikki al mio fianco mi dava coraggio.
Adoravo quella ragazza tanto quanto detestavo la Kendrick. Mi potevo fidare anche se non era il massimo della discrezione.
Fu lei a indicarmi la tavolata, con un sorriso da diva sul volto bellissimo. Ormai la troupe si affaccendava intorno la buffet, gustando aperitivi veloci in attesa del taglio della torta.
Tutti, meno uno.
Robert uscì dal gruppo e ci raggiunse.
- Non è credere sia opera sua…- intervenne Nikki, tirandomi una leggera gomitata.
- Ma se non ho ancora fiatato!
- La torta è stata un’idea di Cath! - proseguì Nikki, senza curarsi dello stupore e dello stato confusionale nel quale versavo. - Ann si è offerta di andarla a scegliere e lui…bhè…ha messo a disposizione quel carrozzone che si ostina a chiamare A-U-T-O- Ti dovremmo candidare al premio bontà, Nikki…- sottintese Rob con un broncio fascinoso sulla bocca.
- Non volermene, tesoro…! Era giusto per mettere i puntini sulle I…- fece lei, ammiccandogli.
Restai ammutolita, guardando prima lei e poi lui.
Ann c'entrava con la torta? E Rob l'aveva portata da Portland fin laggiù? Per me???
Su ordine di Cath?
Il senso di leggerezza fu tale da librarmi sulla nuvola ma ricaddi in basso velocemente, il tempo di fare due più due e ricavare un bel quattro dal totale.
Accordo o no...il succhiotto è una prova tangibile. Rob e Ann se l'intendono!!! Fatti una ragione, Kris...

Quando Nikki ci lasciò soli per dirigersi alla tavolata, ci passammo le mani tra i capelli, contemporaneamente. Avevamo entrambi lo stesso vizio.
Ultimamente il mio tic era arrivato ai suoi livelli. La cosa non mi consolò mentre lui pareva divertirsi dinnanzi al nostro reciproco imbarazzo.
- Panna e cioccolata, Kristen…se non ricordo male sono i gusti che preferisci...
Annuii.
Purtroppo per me...rammentava magnificamente.
- Grazie mille ….per tutto…Non me l'aspettavo...- mi limitai a dire. Con il viso stavo difronte a lui eppure gli occhi si muovevano istericamente qua e là, alla ricerca di qualche appiglio che non avesse a che fare con la sua bellezza inglese. Covavo rabbia dentro di me.
Un'assurda delusione.
- Grazie di che? E’stato un piacere. Posso farti gli auguri, principessa? - La sua richiesta mi colse in flagranza di reato. Ero sul punto di piangere perchè quella voce bassa mi faceva male al cuore.
Stupido! Stupido! Stupido!!! Vattene!!!
- Cer…to…- balbettai, riponendo gli occhi nei suoi. Gli tesi una mano e lui la prese nella sua, calda e grande. E allora mi sentii uno scricciolo di zucchero, tanto fragile da potermi sgretolare.
Lo vidi curvarsi e meccanicamente gli offrii una guancia.
Che scuse hai per rifiutare? Nessuna. Stai al gioco...
M'investì l'ondata del suo profumo e un brivido mi scosse da capo a piedi. Il cuore batteva forte, il cervello andava già per fatti propri. Restai immobile, ad aspettare il colpo di scure, mentre Rob si avvicinava e il sudore freddo mi faceva cigolare le ginocchia.
Improvvisamente, ebbi la consapevolezza che la sua bocca aveva intenzioni meno nobili. Stava calando sulle mie labbra, incerta sul da farsi ed io la fissavo con gli occhi sgranati.
Kris…respira…calmati….non è quello che pensi. Oddio, Rob...che fai? Vuoi baciarmi???
La caciara intorno a noi era tale da chiarirmi che non si trattava di un sogno.
Voleva baciarmi. I suoi occhi avevano mutato colore. Il suo fiato batteva sul mio naso come un'effluvio di lapilli.
Mi contrassi e strinsi le labbra nel tentativo d'ingoiare il panico.
Quel movimento, però, ruppe la magia. Lui cambiò rotta, come se si fosse appena affacciato su una cascata pericolosa. - Auguri, Kris...cento di questi giorni...
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Cuore pagliaccio
Il viaggio in autobus non era stato entusiasmante e la testa mi scoppiava. Kellan aveva cantato a squarciagola tutto il tempo, tra stonature e liriche tenorili, accaparrandosi i favori del pubblico, Cath in primis.
Peccato che Nikki e Taylor fossero tornati a Los Angeles.
In particolar modo Nikki. La sua mancanza mi faceva sentire ancor più bambina e fragile.
Rob.
Rieccolo tra i miei pensieri.
Era montato sulla BMW, con quella smorfiosa della Kendrick, visto che da buon casanova aveva diritto alla "tombolata". Andata e ritorno. Un classico da copione.
Magari avevano fatto del sesso tra una buca e qualche sterzata.
Rientrai nella mia stanza e mi gettai di pancia sul lettone.
Ormai le domande che mi assillavano avevano lesionato il mio sistema nervoso.
Lo squillò del cellulare mi fece sollevare la testa. Per fortuna avevo indosso il cappotto, così non mi sarei dovuta alzare. Lessi il nome sul display.
Mike.
No....non ero dell'umore giusto per affrontare una conversazione pucciosa con lui. Bloccai la linea e gli scrissi un sms veloce.
"Ciao Mike! A causa del temporale di oggi pomeriggio alcuni pali sono saltati e il segnale va e viene. Dicono che ripristineranno tutto entro domani. Ti chiamo io.
TVB Kris "
Lui messaggiò dopo 10 secondi.
" Ok, amore, aspetto una tua chiamata. Sono arrivato adesso in albergo. Non vedo l'ora di rivederti...5 giorni e saremo insieme...Ti amo! Mike. Ps: Buon compleanno... "
I’m alright, don’t be sorry, but it’s true / Sto bene, non dispiacerti ma è vero
When I’m gone you’ll realize / Quando me ne sarò andata tu capirai
That I’m the best thing that happened to you / che sono la cosa migliore che ti è capitata.
Spensi il telefono e mi strappai gli auricolari dell'I-pod dalle orecchie.
Niente radio, niente musica. Niente compleanno.
Mi avevano sistemato accanto alla stanza di Rob, al quinto piano. Era una iella che ci trovassimo sempre sullo stesso mattone. Opera di Catherine, senza dubbio.
Lei e il suo dannato senso della chimica.
Ci voleva insieme fuori e dentro il set.
Amanti nel film.
Amici nella vita reale.
- Più interagite, più sembrerete realmente fidanzati!
Cath...non immagini neanche l'inferno che sto passando a causa di quella maledetta chimica!
Mi chiusi in un silenzio ermetico, con una mano inforcata nei capelli, cercando di captare qualche segno di vita all'esterno.
Che ti frega a che ora torna? Mica è tuo figlio! Non è normale che lo controlli...
Sembravo una mamma in appresione. O meglio...una fidanzata insicura della fedeltà del proprio ragazzo.
Rob non è il TUO ragazzo. E' un amico.
Provai a scandire la parola sparpagliando lettere immaginarie sul soffitto.
Ok. Era un A-M-I-C-O. Fin qui ci arrivavo.
- Ma un amico non desideri baciarlo! Non vuoi palpeggiarlo…o stargli appiccicata addosso 24 ore su 24! ( Kris, pigliati le tue responsabilità! C'è di più!!!)
- Rob è un figo. E’naturale che richiami il tuo interesse. A suo modo…è figo anche Mike. ( Kris...seriamente...urge una visita oculistica!).
- Oh ma io a Mike voglio bene. A modo mio l’amo anche se non gliel'ho mai detto. E per me è bello. (Giustissimo. Sarà bello per te. L'amore è cieco. Ma Rob è Rob, bambina! Rob è il proibito. Sex, Drug and Roch'nRoll! La porta da oltrepassare per provare a te stessa quanto sei donna!)
- Non c'è bisogno di cornificare Mike per mettere in gioco le mie armi seduttive. Posso limitarmi a civettare con lui...( Limitarsi con Rob? L'hai guardato bene mentre fuma? Lui masturba quel dannato filtro ogni volta che tira via una boccata!!!)

Il modo di fumare di Rob è un attentato alle coronarie, diceva scherzosamente Cath. Lui esce il pacchetto e le donne della troupe vorrebbero trasformarsi nella sua nicotina...
- Domanda da 10 milioni di dollari, Kris. Sii sincera. Cosa provi per il tuo collega? Ti piace o ti turba? E se ti piace…quanto ti piace? (Un casino...)
- E se ti turba...quanto ti turba? ( Idem )
- Voglio fare sesso con lui? (Embè...lo chiediamo alla popolazione? Certo che si...sesso sfrenato! Ti si legge sulla faccia, a caratteri cubitali!)
Interrogavo il mio ego da circa mezz'ora ed ero così presa dal gioco che il mondo smise di girare quando udii un cincischiare di chiavi e la sua porta chiudersi dopo lo scatto.
Robert.
Guardai l’orologio.
21:30.
Decisamente presto per uno che doveva far sesso per la strada.
- Sempre peggio, Kris…lo stai sorvegliando.
Ficcati in testa che è un ragazzo bello, affascinante...e soprattutto libero!
L-I-B-E- R-O.
Mi girai dall’altra parte del letto, sprimacciai nervosamente il cuscino e affondai il naso nella stoffa. Volevo piangere, spaccare tutto. La gelosia era cocente.
La voglia di lui, mi consumava, grattandomi dolorosamente il cuore.
Basta Kiki. Datti un contegno...Pensa a Mike.
A momenti non ricordavo nemmeno che faccia avesse il mio ragazzo.
Vedevo Robert ovunque. E più la fantasia illimpidiva l'immagine, più sentivo il bisogno di dare una svolta diversa a quel bacio mancato.
Saltai giù dal materasso e puntai gli occhi sulla porta.
Ore 21:40.
Ero in uno stato pietoso. Mi sfilai il cappotto.
Ore 21: 45.
Sempre peggio. Camminavo avanti e indietro, dalla porta al letto. Dal letto alla porta.
Ore 21: 50.
Mi controllai allo specchio, sistemandomi i capelli scomposti. A giudicare dalla mia tempesta ormonale, non avevo fatto alcun miglioramento. Pensavo sempre e solo a lui.
Rob. Rob. Rob!!!
Ore 21:55.
Presi fiato, o quel che mi restava.
Kris...ascoltami bene. Vuoi vivere nel dubbio fino alla fine di Twilight? Stamattina, in camera sua, stavate per baciarvi. Ma quella stronza ha chiamato. Poi, nel tendone...lui si è avvicinato con la scusa degli auguri...e ci è mancato tanto così!!! Doveva pur significare qualcosa!!! Kendrick o no. Lui VOLEVA baciarti.
Perchè? Se stava con un'altra...perchè? Il giorno del mio diciottesimo compleanno mi sentivo una merda...
Ore 22:00
Mi rigirai verso la porta e uscii fuori, assalita dal dubbio e dalla disperazione.
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Pure Unadulterade Sexy Bliss.
- Voglio parlarti, Rob...
Avevo bussato alla sua porta finchè non era venuto ad aprirmi. Adesso era davanti a me, nel suo abbigliamento casual: jeans neri, camicia blu, nike ai piedi e capelli disordinatamente sexy. Mi costò un'oncia di sudore ma riuscii a guardarlo negli occhi, senza fargli capire quanto morissi di desiderio per lui. Forse non l'avevo mai affrontato così a viso aperto perchè Rob impallidì.
E sulla pelle candida, tutto risaltava. Anche le piccole rughe sulla fronte e la paura che gli faceva battere la vena della mascella. - Entra...
-Non volevo disturbarti...se sono di troppo dimmelo...
Lui rispose con un'altra domanda, chiudendo la porta alle mie spalle. - C'è qualcosa che non va, Kris?
Annusai l'aria che vibrava di colonia e tabacco. Niente profumo femminile. Niente profumo di Ann Kendrick. Meno male. Se mi fossi accorta della sua presenza, avrei scatenato l'inferno, come nel film del gladiatore. - In effetti...qualcosa c'è...- Camminai di qualche passo e mi voltai a guardarlo.
Lui inspirò e tirò a indovinare. - Sei dinuovo nostalgica per l'assenza del tuo boy?
Oh Oh! Nominare Mike non era stata un'idea galante. - Che c'entra Mike? - Mi lampeggiarono gli occhi. - Credi che sia tanto infantile da frignare ogni volta che parte?
- Mah...Per voi donne ogni occasione è buona...! - spiegò lui, flemmatico, incrociando le braccia sul torace. Sotto la camicia, i bicipiti s'ingrossarono. Stranamente, la sua espressione era cambiata. Gli occhi mi scrutavano dall'alto in basso, illividiti da un'ombra funesta.
Rimasi senza battute per qualche secondo, poi partii con la mia arringa. - Ad ogni modo...i problemi col mio ragazzo non ti devono interessare...Non sono fatti tuoi se la sua lontananza mi pesa o meno...
- A me di Angarano non importa un cazzo!
- Rob!!!
You always love me more, miles away / Mi ami sempre di più, da miglia di distanza
I hear it in your voice, we’re miles away/ Lo sento nella tua voce, siamo a miglia di distanza
You’re not afraid to tell me, miles away / Non hai paura di dirmi, da miglia di distanza
I guess we’re at our best when we’re miles a-a-away…/ Credo che siamo migliori quando siamo a miglia di distanza
La sua reazione mi prese in contropiede.
Non avevamo mai litigato prima d'ora ma la battaglia tra di noi era iniziata e io avevo suonato il gong. Dovevamo avvicinarci pericolosamente allo scontro d'armi, altrimenti non avrebbe avuto senso la mia presenza lì.
Era nervoso. Come me. Più di me.
Si lanciò verso il comodino per raccattare il suo pacchetto di sigarette. Fui più veloce delle sue gambe lunghe e lo afferrai al gomito.
Non potevo permettergli di sorpassarmi nè di fumare.
Mi fissò sorpreso ed ebbi la malaugurata idea di ricambiare quello sguardo con un'occhiata che aveva la metà della potenza distruttiva che lui era capace di mostrarmi. - Perchè non l'hai fatto stasera?
- Fatto cosa?
Coraggio, Kris...dillo!!! E'il momento!
Solo il rancore e la passione che nutrivo per lui mi diedero il coraggio di continuare.
- Baciarmi.
Lo vidi allampanarsi. - Baciarti?
La stretta attorno al suo gomito si ammorbidì. Stavo collassando. - Hai sentito...non lo ripeterò una seconda volta.
Perchè, Rob?....Perchè?
Lui provò a rilassarsi ma pareva sconvolto. Forse non fingeva. O forse si. Gli piaceva tenermi sulla corda.
- ...Non potevo...davvero...lo capisci, vero? - disse alla fine, annuendo al posto mio.
Non poteva. Non VOLEVA.
Ecco, la verità.
Ed io che mi ero fatta i castelli sulla nostra storia.
- C.a.p.i.s.c.o - sillabai. Gli lasciai subito il braccio. - Sono solo una povera illusa…
La mia guerra finiva lì, con tanto di sconfitta. Ma la cosa che mi faceva star male era che non sarei stata più in grado di rientrare alla base, senza vergognarmi di me stessa. Con una doppia falcata, raggiunsi la porta ma prima che potessi far scattare completamente la serratura, Rob mi oltrepassò, schiacciando un palmo sull'estremità dell'uscio per bloccarlo.
- Aspetta! - Lo udii riprendere fiato, come dopo una corsa. - Mi stai dicendo che tu...volevi essere baciata?....DA ME?
Il suo torace mi vibrava sulla schiena, il suo fiato incalzava tra i miei capelli.
Tappati la bocca! Tappati la bocca! Non fiatare, Kristen!!!
- Girati, Kris...- fu l'ordine di lui, secco e perentorio. - Girati e rispondimi...
- Perchè? Vuoi essere libero di umiliarmi...? - Sniffai col naso una lacrima amara.
- Girati, per favore...non voglio scordarmi le buone maniere...- Una minaccia velata provenne dalla sua voce. Al principio la scambiai per irritazione, poi mi accorsi che si trattava di qualcosa che superava le mie aspettative.
L'emozione di Rob mi scaldò la schiena e mi sentii così protetta dal suo calore che virai lentamente, eludendo i suoi grandi occhi.
- Guardami...- ripetè l'ordine. - Non ti umilierò, Kris...promesso.
Gli ubbidii, come una scolara.- Ti guardo Rob.
Oddio...il suo volto. La sua bellezza. Quanto avrei resistito?
Lui divenne serio: - Voglio che tu mi risponda...è importante.
Scoppiai in una risatina isterica e la parte spavalda del mio inconsciò sboccò.- Non ti sembro già abbastanza stupida così??? Cosa vuoi che dica? - Mi gettai nei suoi occhi, con la rabbia nel cuore perchè a quella distanza potevo nettamente distinguere l'echimosi sulla sua carnagione bianca. Non bastava il colletto inamidato a nasconderla.- Si!!!! E ancora siii! Volevo che mi baciassi! Ora puoi farti una bella risata e raccontarlo ai tuoi amici londinesi!!!- Avevo parlato a raffica, senza pause, mentre Rob sbatteva le palpebre e si tormentava i capelli.
Ripetè il gesto tre, quattro volte, passando la mano tra le ciocche.
Allora mi accorsi che il suo palmo non premeva più contro lo stipite.
Avrei potuto battere in ritirata ma volevo godermi la sua reazione.
- Pensavo mi conoscessi. Evidentemente mi sbagliavo...
- Oh bhè...le donne piangono e i maschi chiacchierano di sesso e conquiste nei bar! Tanto ora non devi più preoccuparti di me... - Lui mi guardò con cipiglio. Ed io seguitai. - Hai una reputazione da difendere...e non puoi permetterti il lusso di deludere chi si occupa così amorevolmente di te...- Allungai una mano e gli allargai il bavero della camicia in modo tale che la macchia fosse ben visibile sotto il lobo dell'orecchio. La sua vene batteva, un tutt'uno col suo respiro.
- Ti sbagli, Kris...
- Mi sbaglio...? Jessica non è la tua nuova fiamma??? -Sbattei le ciglia, proprio come faceva la gattamorta. - E'una bella ragazza....e poi...devo ammettere che insieme...siete molto...ehm.... coreografici!
Metafora banale...rende l'idea, però.
- Stai dicendo un mucchio di fesserie, Kris...- esclamò Rob indignato.
- Fesserie? - E scoppiai in un'altra risata. Non ero io che agivo. Non ero io che ridevo. Bensì la parte screpolata di me, quella che l'amore ruminava nel fango e tingeva col verde della bile.
- Smettila...stai esagerando.
Mi allungai sulla porta, rilassandomi come una maliarda su un baldacchino di rose. - Ti dà fastidio che parli di lei, Robert?
Lui deglutì, forse turbato dal mio comportamento. Un altro uomo, al suo posto, mi avrebbe presa tra le sue braccia e stuprata. Anch'io sapevo essere seducente quando volevo.
Seducente e pericolosa.
- Puoi parlare di tutto ciò che vuoi...ma mi sembra ridicolo che tu sia gelosa di Ann...
- IO???? GELOSAAAA? - La vipera che era in me venne allo scoperto e sputò arsenico. - Solo perchè quella mi sta sulle scatole non significa che sono gelosa!
- Lo sei...- disse lui, calmo.
- Ok...lo sono. - Ammisi, incassando il colpo. Dovevo sembrargli pazza. Cambiavo umore velocemente. - Sono gelosa di Ann...contento? Ma se ci stai assieme....non è necessario che mi eviti come la peste...Robert. Possiamo restare amici comunque...anche con lei di mezzo...e con tutti i suoi bei SUCCHIOTTINI !- Feci la voce da femme fatal, pizzicandogli la fossetta sul mento.
Argh! Che bello sarebbe stato mettergli la lingua lì!!! Era un'altro dei suoi punti sexy.
- Kris...smettila! - Lui mi schivò, disgustato. La sua ipocrisia era lampante.
- Kris un bel niente, Robert! - Mi rigirai e misi una mano sul pomello per aprire la porta. Lui mi afferrò una spalla e mi fece voltare di scatto, sbattendomi contro lo stipite.
Era furioso adesso. Sexy, cattivo e letale. - Non puoi andartene!
- E chi me lo impedisce...? Tu?- Sentivo gli occhi bruciarmi. E le lacrime inumidirmi le pupille. Dovevo affrettarmi a scappar via e portare in salvo almeno l'onore. - Se mi trovasse qui, Ann potrebbe fraintedere...
- Basta con questa Ann!!!! Lo vuoi capire che lei non c'entra un cazzo?!! - grugnì lui, mostrandomi i denti bianchi. Si strattonò il bavero della camicia fino a far tendere le cuciture e mi sbattè sotto gli occhi quell'aureola rossastra, ancora troppo fresca e saguinolenta. - Questa cosa che vedi e che ti irrita tanto....è opera tua, Kris!!! Soltanto tuaaaa!!!!
Mi si rovesciò addosso un catino d'acqua gelata. - M...mia???...- boccheggiai - Tu sei pazzo!!!
- Mai stato così lucido come ora...- reiterò lui, seccamente, inchiodandomi con la sola forza dello sguardo.
- Ti aspetti che ti creda??? Se questo è humor inglese...direi che è patetico...!
Eravamo alla resa dei conti.
Provocavo la sua furia, portando alla luce l'oscurità che latitava in lui. Risi di nuovo, tra i denti, a un ciglio da quella bomba carica di tritolo. Non m’importava di sembrargli una povera malata di mente.
Ad un tratto, Rob mi afferrò un polso e mi trascinò sul suo petto.
Smisi di ridere, sconvolta dalla sua presa, dalla possessione del suo gesto. Mi schiacciava addosso a lui e mi teneva un braccio lungo il giro vita, in modo che potessi stare in punta di piedi, con la bocca a pochi millimetri dal suo collo. A quella vicinanza, l’ecchimosi rossastra assumeva la forma di un fiore sfilacciato ed io rimasi incantata da quell'imperfezione circolare, dall’odore di buono che salava la pelle e proveniva dalla sua vena. - Porca puttana, Kris! - imprecò. – Fa' uno sforzo!!! Non puoi esserti scordata ciò che è successo tra di noi!!!
- Tra di noi...?...- Mi morirono le parole in gola.
Io e lui sul letto.
Quale letto?...
Ok. Il mio letto.
Io e lui che ci baciavamo.
I gemiti che riempivano la stanza.
Quali gemiti?
I suoi gemiti. I miei gemiti.
Cominciava ad albeggiare nella mia memoria.
Le buche vennero riempite dai tasselli mancanti e i flash si spensero, facendo riemergere dal vuoto fotografie nitide e pennellate innegabilmente reali.
Il suo odore. Così penetrante, così dolce. La compattezza del suo lungo corpo felino.
La pressione della sua bocca. La sua lingua, la sua saliva.
- Baciami, Rob...baciami...!
Era stato sempre reale. Non l'avevo sognato...!
Tum Tum Tum.
L'avevamo fatto? Ricordavo i suoi baci, le sue mani, il suo respiro...e quella luce piena di puntini meravigliosi, tanto simile a quella che invade la retina nel momento dell'orgasmo.
Che iella!!! Ti dimentichi la cosa più bella della tua vita, Kiki??? E' la vecchiaia...
Tum Tum Tum.
Non così…non stringermi così…Rob….vado a fuoco!
Lui, invece, aumentò la pressione, parlandomi sulla bocca con il respiro rovente. - Ci siamo baciati, Kris...e giuro su mia madre...non ci siamo baciati come amici...!
- Non è vero... - glielo fiatai sulle labbra, incapace di gridare. Il suo profumo di tabacco e colonia mi annebbiava le tempie.
- Si che è vero!- I suoi occhi mi punsero, le sue labbra appetitose si contrassero in una smorfia elegante. - Ti sei stretta a me, esattamente come ti sto stringendo adesso…! Mi hai cercato! Mi hai chiesto di baciarti! Eri ubriaca...e io....- Spezzò la frase e l’angoscia si abbattè sul mio cuore, comprendolo di calcinacci e polvere. - Sono stato sul punto di perdere il controllo...
Bruscamente mi aveva abbracciata e altrettanto bruscamente mi rese la libertà. Vacillai rimettendo la pianta dei piedi sul pavimento.
Ok. Risposta negativa. Niente sesso. Ma c'era tutto il resto.
Che porca sei, Kris!!! Chissà che ha pensato di te, Robert!!! Che ti basta alzare il gomito per concederti una scopata!!!- Non può essere....non può essere…- Portai le mani alle tempie, sconvolta.
- Lo è....! Posso essere stronzo quanto vuoi ma non ti mentirei su questo!!! - fece lui con voce vibrante. Sembrava un bimbo desideroso di dimostrare alla madre la propria innocenza o dividere la colpa con l'amico di giochi. - Kris…calmati…
- Come…come posso calmarmi???? - Imperventilavo. - Pensavo di essermi immaginata tutto di nuovo...!! Invece...questa volta...siamo stati sul punto di... Oddio...!- Avevo iniziato a riflettere tra me e me, ad alta voce, ignara che Rob potesse analizzare le mie frasi e portare alla luce i miei altarini segreti. Sorridevo, aggrottavo le labbra, sorridevo di nuovo e violentavo la mia memoria.
- Kristen Stewart!!!!- Lui mi scrollò per le spalle, facendomi sbarrare gli occhi dallo spavento.
- Ti rendi conto di ciò che dici?!! -Mi fissava dalla sua altezza, artigliandomi le scapole come un'acquila. - Tu mi sogni, Kris? E'la verità??? Mi sogni ???!!!! - Me lo chiedeva quasi fosse una questione di vita o di morte.
Provai a districarmi dalla sua presa ma le sue dita rapaci mi serravano convulsamente.
- Fammi andare…ti supplico!
- Da quanto? Da quanto pensi a me nei tuoi sogni???- mi urlò contro.
Ebbi una vertigine. I suoi occhi belli sminuzzavano il mio pudore, procurandomi una fitta tra le gambe. - Perché? Perché fai così, Rob???!!! Non capisci che sono al limite????
- Tu?....Al limite????? Se ti consola...io sono all'inferno da un bel pò. E t'assicuro che là sotto si brucia!!! E il fuoco fa male...- fece lui pieno di tormento. - Cristo…è incredibile…!! Pazzesco!!!- Scuoteva la testa ramata e le ciocche parvero serpenti di seta, carnosi e vivi.
- Si…è pazzesco…- La voglia di passare le dita tra quelle ciocche e stringerle fino a sentirlo urlare di piacere mi obbligò a incamerare altro fiato. - Comunque è un problema mio…- dichiarai. - Forse questo film mi sta condizionando…Edward…Tu…
Lui rise brevemente, poi tornò serio e col viso occupò tutta la mia area ottica. - Vuoi dire che un vampiro vergine ti ossessiona con la mia faccia?- domandò a bruciapelo. - Siamo nella merda entrambi, allora…perché anch’io sono ossessionato da una Bella vergine che ha la tua faccia…
- Rob…no…- Non riuscivo a crederci. Rob ossessionato da me? Lui mi pensava? Mi…desiderava?
La rivelazione mi rimescolava tutti i pori.
- Ma io non sono una creazione della Meyer….e non ho i pensieri casti di Edward...- disse. Il suo viso si avvicinò ancora. - Ammettiamolo, Kris…è già tardi…
I suoi palmi si allungarono contro lo sfondo della porta, a delimitare il territorio.
- Non è tardi...
- Vuoi che te lo provi? - Il sorriso sghembo che comparve sulle sue labbra mi rimescolò il cuore.- Non ti muovere...
Riconobbi la battuta di Edward. Pronunciata esattamente allo stesso modo. La voce era ambigua. Esprimeva morte, croce e delizia.
- Non giocare con me...- l'avvertii.
Lui mi guardava come se avesse voluto strapparmi lentamente i vestiti. Una fiamma umida gli bruciava negli occhi e tra le ciglia vidi sprizzare il desiderio. Mi stava vicino, troppo vicino. Sentivo il calore dei suoi pettorali, il rumore del fiato che gli vibrava nello stomaco. Non vedevo altro che la sua bocca muoversi tra una parola e l'altra. Non vedevo altro che i suoi occhi tesi, le sue guance pallide, la sua mascella sexy. - Non sto giocando....Solamente sfido Edward per te.. bisbigliò. - Voglio fargli capire che se a lui è permesso sfiorati....io posso andare oltre...e rendere reali quei sogni, Kris...
Lo vidi che abbassava la testa e si avvicinava ancora, mentre con i palmi poggiati ai due lati della porta m'impediva di girargli le spalle o quantomeno di muovermi. Ero in trappola. - Co...cosa vuoi fare? Deglutii.
- Baciarti...- rispose lui come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Tuttavia parlò con voce talmente bassa e roca da farmi vedere le stelle. - Dal risultato...capiremo se siamo semplici colleghi...o se questo film sarà il nostro disastro personale...
- Non credo sia una buona idea...- replicai, arrossendo quando invece avrei voluto sotterrarmi. Il suo accento inglese...maledetto accento british...m'indolenziva le gambe e mi bagnava in mezzo alle cosce.
- Io penso che sia ottima invece...- tagliò corto. Mi rivolse un sorriso sghembo e in quel momento mi resi conto che lui era Edward Cullen in tutto e per tutto. Bella moriva di brame a causa di quel sorriso e la Meyer era stata categorica a riguardo. Doveva essere un sorriso spaccapietra. E Robert, con quei canini affilati, aveva dimostrato che la realtà poteva rapportarsi alla fantasia. - Lo vogliamo entrambi, Kris...Tu...io...
Ansimavo già. - No, Robert...ti prego...- Abbassai il viso, provando a sfuggire ai suoi occhi azzurri.
- No, Robert ti prego...!- scimmiottò lui, sollevando un sopracciglio per enfatizzare la frase - Non suona molto convincente, principessa...- In quel momento una scarica elettrica passò tra di noi. Lui si abbassò e come un gatto che si allunga sul tappeto di pelliccia, Rob si allungò su di me, strusciando peccaminosamente il petto contro i miei seni. Crepitarono le stoffe. - Questo si...che suona convincente...
Fui costretta nuovamente a guardarlo.
Tum Tum Tum...
Dio...mi stavo perdendo ancorata a lui.
Il suo profumo...no...! Il suo profumo di colonia...la sua bocca....
L'avevo a pochi millimetri.
Niente telecamere. Niente ciack.
Solo i nostri corpi premuti e accaldati contro una porta.
Le mura cominciarono a ruotare.
- Sei cosciente che questo non è un sogno, Kris...? Che siamo davvero così...vicini? - bisbigliò lui, roco. Col bacino si attaccò al mio inguine e una gamba tornita s'infilò in mezzo alle mie cosce. - Che non è Edward a provocarti questo...? Che tu non sei Bella...? Ma solo Kristen...?
Mi eccitai.
Dovevo ricordarmi di respirare correttamente, non come una donna incinta in sala parto.
No. Robert non era Edward Cullen. Robert era meglio di Edward Cullen.
E io non ero Bella. I miei istinti superavano decisamente l'immaginazione della Meyer.
- Robert...- Ormai le farfalle frullavano nella mia testa.
Con gli occhi negli gli occhi, ci sfiorammo le labbra.
Subito, lunghi sciami di scariche azzurre sprizzarono da una bocca all'altra e lottamo contro corrente pur di restare a galla.
- Non dirmi di no..., Kris. Non lo sopporterei. Adesso no...- Rob mi respirava sulle labbra ed io respiravo sulle sue.
Adrenalina. Elettricità.
Dolore fisico.
Inevitabile chimica, la nostra.
Insieme potevamo diventare rasoi affilati e farci male a colpi di cuore.
Tum, tum tum.
Lui...proprio lui...non mi sbagliavo.
Sapeva di sesso.
Il suo femore mi premeva tra le gambe e in quello stato avevo ben chiara la proporzione della sua erezione. Era gonfia, dura e stava bollendo dentro i jeans come bolliva l'acqua dentro una pentola d'acciaio.
Fui felice.
Immensamente felice.
Lui mi voleva. Eccome se mi voleva!
E io volevo lui.
- E'sbagliato, lo so...ma non ho la forza di respingerti...- mugolai. Il mio tono era lamentoso e faticai a riconoscermi. - Robert....Robert....!
Avevamo ancora gli occhi aperti quando ci prendemmo un bacio.
E la scarica elettrica aumentò d'intensità.
- Cocaina...mmmm...- disse lui con voce sempre più bassa. In realtà fu come se quella parola me la leccasse tra i denti. - Sei davvero una droga, Kris...Potrei sniffarti e impazzire prima che abbia raggiunto il nirvana...
Un brivido corse lungo la mia spina dorsale e mi pietrificò i capezzoli sotto la maglietta.

Il dolore fu tale da indurmi a protendere la bocca contro la sua, alla ricerca spasmodica di un pò di saliva che me l'acquetasse.
Avevo male dappertutto e non era che l'inizio.
Che sorta di tormento aveva in serbo per me, Robert Pattinson???
Forse quel ragazzone timido, che arrossiva davanti ad un complimento, non si rendeva conto di quanta carica erotica sprigionasse la sua persona? Sperai di non diventare una cavia da laboratorio ma se così era, non potevo che piegarmi a lui e lasciarmi sedurre dai suoi esperimenti.
Stavo male.
Sudavo.
Anzi no...eravamo entrambi a sudare perchè costringerci a tenere gli occhi aperti in una situazione del genere raddoppiava la tortura e mandava in tilt la mente.
Non ce la facevo più, dannazione.
Quell'uomo era un masochista!!!
Eppure sapevo che soffriva come me.
L'eccitazione cresceva sotto la cintura esattamente come mi s'indurivano le punte dei seni dietro la maglietta.
Non mi era mai successa una cosa così.
Arrivare a fare l'amore con un ragazzo che non era il mio ragazzo, utilizzando solo labbra e parole.
Robert aveva deciso di vendicarsi di me a causa delle mie sparate senza senso?
Non me ne importava.
Volevo solo che la smettesse...e al contempo...che continuasse.
Mi piaceva starmene incollata a lui, contare i suoi battiti cardiaci. Mi piaceva infiammarmi mentre il suo sesso cresceva e il suo respiro si rompeva in parole mozzicate. La sua bocca stava seguendo una traiettoria ideale.
Scivolava da destra verso sinistra, attardandosi negli angoli delle labbra con una lentezza sovrumana. - Eroina...- bisibigliò rocamente.
- Robert....ti preg...o....Rob....!- Non riuscivo a mettere due sillabe in fila. Lui se le mangiava man mano che la sua bocca sfregava sul mio labbro superiore, succhiandolo in modo tale da privarmi delle forze.
Mi piegai sulle ginocchia e un gemito mi salì dalla gola.
Baciami....baciami!!!! O ti stupro!!!!
Ero al limite.
I suoi occhi azzurri mi facevano male.
La sua bocca....mi uccideva.
Mi sentivo sua preda. Una preda conseziente. Un maraja colto e raffinato che contempla il movimento del ventre della propria cocubina e immagina di prendersela davanti agl'invitati perchè gli spetta di diritto. Eppure il desiderio della possessione si equivaleva a quello dell'attesa.
Come quel maraja volevo che la danza del ventre giungesse a compimento, senza pensare alle conseguenze che avrebbe portato al mio cervello.
Tum Tum Tum.
Decisi che non potevo attendere. Mi protesi verso la sua bocca per invitarlo ad affrettarsi ma lui si allontanò di mezzo millimetro e con i denti mi mordicchiò il labbro inferiore.
- Non muoverti, Kris...- mi ripetè.
Era lui che comandava. Io dovevo ubbidirgli, come una bambola.
Sentii il sapore del sangue scaturire dalla minuscola ferita e mi persi dentro ai suoi occhi, ora di un blu tanto intenso da paralizzarmi.
Avevo la vista annebbiata.
Ormai non ricordavo più chi ero e dove fosse finita la mia anima.
E probabilmente anche Rob aveva dimenticato la propria.
Tutt'e due avevamo il marchio del sesso sulla pelle, tra i vestiti.
Notai la punta di una lingua rosa sgusciare dalla sua bocca e tremai. Mi deterse il sangue dal labbro, sciabolando lentamente su tutta la lunghezza della ferita. Lasciai che la sua saliva attutisse il dolore.
Tum Tum Tum.
Il tocco m'ipnotizzò e dischiusi la bocca quel tanto che bastava per condividere la sua esplorazione. Lui sfiorò la punta della mia lingua, poi scese sotto la papilla, tra i denti, e iniziammo a giocare, timidamente, eroticamente, ritraendoci e leccandoci a malapena. I sensori erano attivati e uno sfioramento bastava a mandarci in corto.
Da qualche parte nel nostro mondo, una lampadina esplose.
Tum Tum Tum.
L'eccitazione ci aveva travolto, inzuppandoci fino al midollo.
- Siamo davvero nei guai, Kris...Questa è exstasy....la NOSTRA exstasy...! - La sua voce era affamata, il suo respiro bollente.
Basta giochi. Basta prenderci in giro. Basta con il resto. Kris, sei mia.
Sono tua da un pezzo, Robert...
Lui era mio. Io ero sua. Comunicavamo mutamente, ormai.
Tum Tum Tum.
Tum...Tum...
Tum.
E allora non ci furono santi in Paradiso. Si piegò su di me ed io aprii la bocca per accogliere un bacio fatto di fame e resistenze che ci avrebbe portato dritti alla dannazione.
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Edited by Lady Alexandra - 16/8/2009, 11:32